Ucciso l’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo

Era un tentativo di rapimento quello che si è verificato intorno alle 9 di oggi, lunedì 22 febbraio, nella Repubblica Democratica del Congo, costato la vita all’ambasciatore italiano Luca Attanasio, a un carabiniere di trent’anni, Vittorio Iacovacci, e a una terza persona, probabilmente l’autista del mezzo. A rivelare la matrice dell’agguato sono i ranger del Parco nazionale dei Virunga. A bordo del convoglio vi era anche il Capo Delegazione Ue.

La conferma della Farnesina

La Farnesina ha confermato la drammatica notizia. “Immenso dolore” è stato espresso dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Unico diplomatico italiano a Kinshasa, l’ambasciatore Attanasio, era nato a Saronno, in provincia di Varese nel 1977 e si era laureato alla Bocconi in economia aziendale, entrando in diplomazia nel 2004. Esperienze a Berna, al consolato generale in Casablanca e poi Abuja, in Nigeria, era ambasciatore a Kinshasa dal settembre 2017.

Il premio per la Pace 

Milanese, 43 anni, lo scorso anno Attanasio aveva ricevuto il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace “per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli” e “per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà”. “Tutto ciò che noi in Italia diamo per scontato – raccontava l’ambasciatore – non lo è in Congo dove purtroppo ci sono ancora tanti problemi da risolvere”.

In una intervista del 2019 in occasione della  XIII Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici d’Italia, alla Farnesina, ai nostri microfoni  (Ascolta l’intervista all’ambasciatore Attanasio) l’ambasciatore Luca Attanasio si soffermava sulla grave epidemia di ebola nel Congo ex Zaire dichiarata allora dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) una “emergenza di salute pubblica e di interesse internazionale”, non ancora sotto controllo.