Crema – Fuoco al portone del ‘Rifugio San Martino’, i Cc identificano e denunciano l’autore

Il portone del Rifugio San Martino danneggiato dal principio d'incendio

È stato identificato e deferito il giovane che la sera del 17 febbraio aveva danneggiato, cercando di incendiarlo dando fuoco a materiale plastico, il portone della sede del dormitorio ‘Rifugio San Martino’, struttura della Diocesi di Crema gestita dalla Caritas per accogliere persone in temporanea difficoltà a garantirsi un tetto e un pasto caldo. Si tratta di un 19enne originario di Credera, senza fissa dimora, che la sera stessa “visibilmente in stato di ebbrezza – spiegano dal Comando Provinciale dell’Arma – si era presentato presso la struttura della Caritas creando problemi ed era stato allontanato. Di lì a poco si era verificato il danneggiamento. Al termine delle indagini svolte dal personale della stazione dei Carabinieri di Crema, a seguito della denuncia presentata dal responsabile del ‘San Martino’, visionando anche i filmati di alcune telecamere di video sorveglianza di edifici della zona, si è risaliti al responsabile del gesto”. Il giovane è stato denunciato a piede libero per danneggiamento aggravato.

È un 19enne italiano senza fissa dimora, originario di Credera Rubbiano, ad aver appiccato l’incendio, per il quale è scattata quindi la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cremona per danneggiamento seguito da incendio.

“È stato sicuramente un fatto non accettabile, ma stando con gli ultimi, con persone molto fragili – aveva fatto osservare il direttore della Caritas diocesana, Claudio Dagheti, poche ore dopo l’episodio – può capitare che soggetti particolarmente problematici, per disturbi mentali o dipendenze, possano arrivare a gesti inconsulti. Arrivare alla denuncia – aveva aggiunto con profondo rammarico Dagheti – è una sconfitta. Perché evidenzia il forte disagio di persone che non riescono a trovare il proprio posto all’interno della società e, al contempo, che la società non sa in qualche modo garantire un minimo di benessere”.

Nel dirsi dispiaciuto per gli operatori e gli ospiti presenti nel dormitorio, il direttore aveva tenuto a puntualizzare che “la Caritas resta comunque accogliente verso tutti; auspicando che quanto accaduto non si ripeta, perché comunque, quando avvengono episodi come questo – conclude – il primo a star male è proprio anche l’autore”.