LUNGO IL SERIO – Belle passeggiate, scorci naturalistici e curiosità. Eppure…

Un bel giro a piedi nel Parco del Serio. Sono bastati pochi chilometri per accorgersi ancora una volta quanto sia bella la campagna cremasca, rive e argini del nostro fiume compresi.

Diverse le persone incontrate, ieri, lungo la ciclabile “Vacchelli sud” che da via Ricengo a San Bernardino, dopo tre chilometri, porta in via Cadorna, a un passo dal centro città. Il breve tour ha testimoniato ancora una volta che i cremaschi apprezzano le passeggiate in mezzo alla natura, sempre pronta a regalare meravigliosi scorci e curiosità.

Eppure tre-quattro segnalazioni da rubrica “così non va” ci sono: innanzitutto le cartacce e le bottiglie gettate a terra lungo il percorso dai soliti incivili, secondariamente una grossa tenda (evidentemente abitata, visti i panni stesi) nei pressi di un boschetto vicino a un noto locale cittadino, terzo gli enormi tronchi d’albero fermi nel bel mezzo della palata Borromea. Il fiume li ha portati sin lì, ma ora per evitare problemi e pericoli, andrebbero rimossi.

A proposito della palata in questione. Come noto, si tratta di un’interessante opera di ingegneria idraulica lungo il Serio, poco a nord della frazione di sanbernardinese. Una vera e propria diga mobile lunga 100 metri disposta ortogonalmente alla corrente. Un’opera costituita da paratoie che, all’occorrenza, possono deviare la portata nel canale derivatore. Un marchingegno collegato a un “volantino”, infatti, permette di azionare gli ingranaggi e variare l’apertura delle stesse paratoie. Quest’ultime sono di tipo Chanoine, in acciaio, risalenti a un’idea del 1855 da parte dell’omonimo ingegnere.