QUARESIMA – Dalle Ceneri l’invito alla conversione. Il Vescovo: “Ascoltare il Vangelo”

Il cammino quaresimale è iniziato mercoledì 17 febbraio con l’austero rito dell’imposizione delle ceneri. Il vescovo Daniele ha presieduto in Cattedrale, alle ore 18, la santa Messa, affiancato da don Gabriele e don Angelo Frassi, dai diaconi don Enrico Gaffuri e don Cristofer Vailati e da alcuni seminaristi.

Nel rispetto delle indicazioni liturgiche date a tutta la Chiesa in questo tempo di pandemia, prima dell’imposizione delle ceneri monsignor Gianotti ha pronuciato una volta sola, dall’altare, le parole che normalmente dovrebbero essere ripetute per ciascuno quando si riceve il segno penitenziale: “Convertitevi, e credete nel Vangelo”. Poi ognuno, in silenzio, s’è accostato a ricevere le ceneri.

Proprio dal silenzio è partito il Vescovo nella sua riflessione: un silenzio utile, ha osservato, “per fermarci a meditare con maggior attenzione intorno alla parola che ci viene detta, e che è una sorta di brevissimo programma per la Quaresima, ma che è, ancora di più, un programma di vita”. La parola è “convertitevi”, pronunciata da Gesù stesso nel Vangelo di Marco: “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”.
Questa parola è innanzitutto una “buona notizia” perché, ha rilevato monsignor Gianotti, “ci parla del Regno di Dio che si è fatto vicino, che è qui, a portata di mano”. A questa “buona notizia”, però, “si tratta di credere, che nel linguaggio evangelico significa ‘puoi scoprire che cosa annuncia questo Vangelo, puoi scoprire che cos’è il Regno di Dio che questo Vangelo annuncia, affidandoti ad esso, e scoprirlo proprio in questo affidamento. Oppure: puoi scoprire la buona notizia che è il Vangelo, se incominci a crederci, cioè a viverlo: e lo puoi vivere andando dietro a Gesù, cominciando a mettere i tuoi passi dietro ai suoi”.

La “conversione”, dunque, si fa invito a cambiare strada, credendo nel Vangelo non solo a parole ma, ha puntualizzato il vescovo Daniele, “facendo scelte e adottando comportamenti coerenti con questo Vangelo”. Ma troppo spesso, ha quindi spiegato attraverso alcuni atteggiamenti negativi, noi non crediamo nel Vangelo: “Quando non sappiamo vedere la speranza e il desiderio di vita per tutti… quando lo riduciamo solo a qualche nozione religiosa… quando releghiamo Dio e la sua presenza nella nostra vita a un vago sentimento… quando non gli permettiamo di interrogare seriamente i nostri stili di vita, personali e sociali… quando, in noi e ancor più, probabilmente, in chi ci sta intorno, vediamo solo il male, i limiti, ciò che si espone alla critica malevola e corrosiva, anziché vedere in lui, in lei, un fratello, una sorella, per i quali Cristo ha dato la sua vita, e che ci chiede di amare incondizionatamente…”.

Ecco allora che nel ricevere il segno delle Ceneri e ascoltando l’invito alla conversione, a ognuno è consegnato pure un compito: in questo tempo di Quaresima, ha rimarcato il Vescovo, siamo chiamati “a un po’ di esame di coscienza, proprio intorno a questo punto: ci credo, nel Vangelo di Gesù? Mi affido a esso, anche quando non lo capisco bene, anche quando mi sembra di andare per strade impervie, anche quando è faticoso? Riesco a vedere nel Vangelo la buona notizia, e la buona promessa, alla quale Dio sempre mi invita?”.

Da qui l’invito “a prendere sul serio, nell’umiltà e nel silenzio, le vie della preghiera, della carità fraterna, della ricerca di ciò che è essenziale e veramente necessario nella vita, prendendo in mano i Vangeli e lasciando che la loro parola scavi nella durezza dei nostri cuori e li converta”.

Magari, ha suggerito monsignor Gianotti, “invece di cercare chissà quali penitenze, potremmo in questi giorni quaresimali fare questo proposito: prendere in mano ogni giorno il Vangelo e di lasciarlo parlare alla nostra vita, al nostro cuore. Non preoccupiamoci troppo di ‘capire’ ma, prima di tutto, ‘ascoltiamo’ il Vangelo e mettiamolo in pratica. Così, anche, arriveremo a ‘capire’ e, soprattutto, arriveremo a credere, cioè ad affidare la nostra vita al Signore e alla ‘buona notizia’ che continuamente Egli offre a noi e al mondo, per trasformarlo secondo il suo disegno di amore”.