Pandino – Il Tormo si fa ombra: a dimora 130 alberi

Nella foto di repertorio, uno scorcio del Parco del Tormo

Centotrenta nuove essenze sull’area del Plis (Parco locale di interesse sovraccomunale) del fiume Tormo. L’intervento ha interessato circa 400 metri di riva in Comune di Pandino, nella zona che da cascine Gandini (Comune di Palazzo Pignano) porta all’imbocco della via Melotta.
Il sindaco di Pandino, Piergiacomo Bonaventi, presidente da poco di questo parco (è subentrato a Mirko Signoroni, sindaco di Dovera e presidente della Provincia di Cremona), a fine 2020 aveva sostenuto che tra gli obiettivi da centrare nel 2021, rientravano la sostituzione dei tanti alberi morti, platani anzitutto; il recupero naturalistico con piantumazione inclusa; la revisione della cartografia. In cassa c’erano 27mila euro, che s’è cominciato a spendere con il primo intervento di piantumazione. “C’è chi avrebbe preferito i platani, invece dallo studio effettuato da florovivaisti, è emerso che nella zona interessata da questa prima operazione, ci volevano altre specie”, spiega il presidente del Plis. E così la scelta delle essenze autoctone, di ecotipo lombardo garantito, di dimensione con altezza variabile da uno a tre metri, è caduta sul salicone, sul salice grigio, sul Salix purpurea (salice rosso), sull’acero campestre, sull’ ontano nero, sul pallon di maggio; sul nocciolo e Frangula alnus Miller (frangola).
Il Parco del Tormo è compreso nella ‘Fascia dei Fontanili’ della Pianura Padana, occupa un’area di 4.400 ettari che si snoda lungo il fiume Tormo da Arzago d’Adda ad Abbadia Cerreto, un territorio che ancora bene coniuga natura, storia, arte e religione. Fanno parte di questo ente, oltre a Pandino, comune capofila, i comuni di Agnadello, Dovera, Monte Cremasco Palazzo Pignano, della provincia di Cremona; Arzago d’Adda (provincia di Bergamo); Abbadia Cerreto, Corte Palasio, Crespiatica, della provincia di Lodi.

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