LIBERA ARTIGIANI – Marangoni: “Rilancio possibile, ma l’Italia riparte puntando sul lavoro”

Il direttore Renato Marangoni con il presidente Marco Bressanelli

Sono molte le aspettative riposte dal mondo del lavoro nella nascita del nuovo Governo Draghi. Le associazioni di categoria artigiane, in particolare, che sono state ricevute in questi giorni dal presidente del Consiglio incaricato, hanno avanzato alcune proposte utili a contribuire al rilancio di un comparto che esce davvero provato da un difficilissimo 2020. In questo senso, la Libera Associazione Artigiani di Crema, attraverso la sua confederazione nazionale, Casartigiani, è in prima linea nella tutela degli interessi dei propri associati: imprenditori e liberi professionisti.

Per capire quali sono le priorità della Libera lasciamo spazio alle parole del direttore, il consulente del lavoro Renato Marangoni, sempre molto concreto. “La nostra Costituzione recita, all’articolo 1, che la Repubblica italiana è fondata sul lavoro. È dunque da qui che bisogna partire, se vogliamo davvero imprimere una svolta alla nostra economia e avviare finalmente una nuova stagione di sviluppo, superando ostacoli e incrostazioni che si sono sedimentate nel corso dei decenni. Il tema del lavoro è fondamentale e ci auguriamo che il presidente Draghi riservi a questo capitolo una corsia preferenziale”.

Direttore, quali sono stati gli effetti più visibili che la pandemia da Covid-19 ha causato in ambito lavorativo? “Di sicuro, la nuova tipologia di lavoro a distanza, il cosiddetto smart working. Che lo si voglia o meno, la pandemia ha modificato il mondo del lavoro, determinando nuove modalità. Quello che non dobbiamo fare è cadere nell’errore di pensare che queste modifiche siano contingenti e che saranno accantonate una volta tornati alla normalità. Non è così. Il cambiamento occorso è strutturale e, di conseguenza, bisognerà pensare a come affrontare le novità, a cominciare dall’adozione di nuovi modelli organizzativi aziendali”.

Uno dei temi più attuali è quello della riforma degli ammortizzatori sociali. Qual è la posizione della Libera Artigiani al riguardo? “Dall’inizio dell’anno, la nostra associazione di categoria conta un 40% circa di iscritti che hanno attinto alla cassa integrazione o ad altre forme di indennizzo. Ciò che auspichiamo è una riforma che porti a un ammortizzatore sociale unico per tutte le categorie di lavoratori, dipendenti e autonomi, e che snellisca l’eccesso di passaggi burocratici, che provocano disagi alle imprese e ai lavoratori, ma anche all’attività delle associazioni di categoria, che svolgono servizi preziosi per imprenditori e professionisti e che, invece, si vedono rallentate nello svolgimento dei loro compiti da una burocrazia straripante”.

Un’altra questione sul tavolo riguarda le politiche attive del lavoro… “A questo proposito ricordo che il prossimo 31 marzo, se non verrà ulteriormente rinviato, scadrà il blocco dei licenziamenti e allora il problema sarà la gestione delle conseguenze dal punto di vista socio-economico. Tra i nostri associati, ci aspettiamo che all’incirca l’8% possa procedere a una riduzione del proprio organico. Per affrontare al meglio la situazione, non si deve pensare a forme di assistenzialismo, che possono essere comprensibili in momenti eccezionali, ma che in prospettiva non servono certo al rilancio del lavoro. Bisogna pensare, invece, ad azioni che permettano alle aziende di tornare ad assumere e, per riuscirci, ci si deve impegnare appunto sul versante delle politiche attive del lavoro, in grado di garantire un’adeguata riqualificazione a quanti sono rimasti senza occupazione. In quest’ottica considererei molto positiva una sinergia tra attori pubblici e privati, come per esempio le tante agenzie del lavoro, che dispongono di una solida esperienza sul campo, così che ci sia un dialogo tra i vari attori sul territorio provinciale e domanda e offerta possano incontrarsi senza intoppi”.

Per ogni informazione riguardo ai servizi offerti dalla Libera Artigiani, gli uffici sono aperti e il direttore Marangoni, così come il responsabile dell’ufficio paghe, Paolo Mizzotti, sono a vostra disposizione per ogni chiarimento. Questi i riferimenti delle tre sedi territoriali: a Crema (tel. 0373.2071; e-mail: laa@liberartigiani.it), Pandino (tel. 0373.91618) e Rivolta d’Adda (tel. 0363.78742).