CONTE VA IN PARLAMENTO. SITUAZIONE DIFFICILE

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato ricevuto, questo pomeriggio, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha formato i decreti di accettazione delle dimissioni rassegnate dalla senatrice Teresa Bellanova dalla carica di ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali – il relativo interim è stato assunto dal presidente del Consiglio – dalla prof. Elena Bonetti dalla carica di ministro senza portafoglio e dell’on. Ivan Scalfarotto.

Poi ha espresso l’intenzione di portare la crisi in Parlamento per un “indispensabile chiarimento politico”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal quale il premier era andato nel pomeriggio, “ha preso atto – si legge in un comunicato del Quirinale – degli intendimenti così manifestati dal presidente del Consiglio”.  

Ormai non vi è più possibilità di un rapporto di Conte con Renzi, giudicato ormai inaffidabile da tutte le forze di governo.

Ora le strade sono tre: un Conte ter con l’ingaggio dei cosiddetti “responsabili”, che non sembra siano moltissimi (servono almeno 10 senatori). Luigi Di Maio lancia loro un appello, ma le probabilità di trovarne in numero sufficiente è lontana. Esiste al proposito la riserva del presidente Mattarella che non vuole maggioranze parlamentare raccogliticce e insicure.

La seconda proposta è quella di un governo di passaggio che porti (è la terza ipotesi) alle elezioni anticipate (probabilmente a giugno). Il Pd afferma che la situazione sta rotolando proprio verso le elezioni anticipate a giugno.