COMUNITÀ SOCIALISTA CREMASCA – Rigenerazione urbana, serve una visione territoriale

Si fa un gran parlare di rigenerazione urbana, per Crema in riferimento all’area nord est. La Comunità Socialista Cremasca ritiene importante ampliare il dibattito e “conoscere in quali altri Comuni del comprensorio, esistono delle situazioni analoghe, dove sono stati assunti atti propedeutici  per  avviare gli  interventi  necessari”.

A sostegno del recupero delle aree o degli immobili dismessi, di proprietà pubblica, sommariamente, i Comuni possono contare, da un lato, sulla Legge Regionale n. 18 del 26 novembre 2019,  avente per obiettivo la semplificazione e l’incentivazione al riutilizzo urbano e territoriale dei siti compromessi, dall’altro, sui contributi previsti dal bando del Presidente del Consiglio dei Ministri, finalizzati a investimenti e progetti di rigenerazione urbana, ovvero alla riduzione dei fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale. “Per gli scopi appena indicati, la Regione prevede una dotazione finanziaria a favore dei Comuni,  pari a 40 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2021 e 60 a valere sull’esercizio finanziario 2022, con un contributo per intervento  massimo  di 500.000 euro,  mentre  il  Decreto ministeriale, agli Enti Locali con popolazione tra 15.000 e  49.999 abitanti,  fissa uno stanziamento, nel biennio 2021-2022,  di 400 milioni, con un limite massimo per  intervento non superiore a 5 milioni di euro”, riassumono i socialisti cremaschi.

“Dagli aspetti appena richiamate, si può desumere che i Comuni della nostra zona, a parte Crema, non hanno alcuna possibilità di concorrere all’ottenimento delle risorse statali, mentre per accedere a quelle regionali, premianti  risultano essere le  istanze sovraccomunali”, commenta Virginio Venturelli. Oltre al patrimonio immobiliare “in malora” – pubblico e privato – più volte ricordato per la nostra città (l’incompiuta  scuola di Cielle, la Pierina, le Carceri, gli  Stalloni,  l’ex tribunale, l’area di via Macello, quella dell’ex Olivetti, l’edificio di via Indipendenza, la ex tripperia Boschiroli, la Comunità Socialista Cremasca, considera “quanto mai  opportuna una fotografia aggiornata delle  situazioni analoghe  in tutto  il Cremasco, perché si possano condividere priorità e proposte unitarie di intervento”.

Per Venturelli & Co. i sindaci dei piccoli Comuni non devono mancare tale impegno “all’atto dell’individuazione degli immobili, di qualsiasi destinazione d’uso, fonti di criticità per la salute, la sicurezza, l’inquinamento e il degrado ambientale e urbanistico, confermando l’indirizzo di non consumare ulteriormente suolo verde e agricolo, a fronte della richiesta di nuovi insediamenti  edilizi”. Oltre alla contrarietà alla cementificazione i socialisti ritengno importante “anche la cautela da parte dei Comuni, sulle varianti dei Pgt, meccanicamente recepenti l’incremento degli indici edificabili previsti dalla legge citata, a favore dei soggetti privati, al fine di evitare delle subdole forme di speculazione”.

Nell’ambito dell’Area Omogenea, “non sarebbero certamente fuori luogo degli approfondimenti sull’argomento, sulle più consone modalità di presentazione delle richieste di contributo, sui criteri di scelta delle aree/immobili pubblici, sulla loro funzionalità, nonché stimoli anche per gli operatori privati, verso la formalizzazione di Piani integrati che contemplino, per esempio, riassetti viari, servizi alle imprese, quote di edilizia popolare o arredi  urbani, di interesse generale”. Tra le molteplici tipologie di intervento, che la normativa regionale  agevola, la Comunità Socialista cremasca, invita i sindaci a prestare  maggiori attenzioni anche al recupero storico delle cascine abbandonate, favorendo  il  loro riutilizzo allo svolgimento di attività sociali, naturalistiche e didattiche. “Il nostro auspicio conclusivo, è che i Comuni non rinuncino, per sconforto, all’idea di elaborare e  candidare al beneficio economico, progetti in forma associata, che seppur di modesta entità, possono risultare senz’altro più incisivi, per la ripresa economica e occupazionale del nostro territorio, rispetto a tanti bonus finora erogati”.