M5S – Nuova Ats a Cremona: già 18 Comuni favorevoli. Degli Angeli-Draghetti: “L’Area Omogenea faccia sentire la sua voce”

“I sindaci devono avere un ruolo da protagonisti nel ridisegno dell’assetto sanitario lombardo. L’Area Omogenea cremasca, oltre alla fondamentale progettualità del PreSST, deve far sentire la sua voce  e dimostrarsi interlocutore proattivo nei confronti di Regione Lombardia anche in ottica di riforma della Legge 23”. Così dichiara il portavoce grillino in Consiglio regionale Marco Degli Angeli. Del tema c’eravamo occupati di recente per l’intervento del sindaco di Casale Antonio Grassi che, proprio sulle nostre colonne, aveva informato dei movimenti in atto all’interno di alcuni Consigli comunali.

“Per questo motivo, non si può non evidenziare che già 18 Comuni cremaschi abbiano votato favorevolmente alla mozione per l’istituzione di una Ats cremonese separata da Mantova.  Un bel segnale che conferma la bontà della  proposta, formalizzata anche con un mio ordine del giorno, e che aveva trovato voto favorevole unanime anche dal Consiglio regionale lombardo nel mese di luglio”, commenta Degli Angeli. Il quale era stato il primo politico regionale ad aderire al Comitato sorto nel territorio cremasco.

La questione non è solo geografica, ma di merito, in quanto il vero problema della Sanità sono i contenuti.  Una Ats più vicina ai territori e collaborativa con i primi cittadini è necessaria per il rilancio della Medicina di base, territoriale, sulla prevenzione in tutti i suoi aspetti, sull’assistenza domiciliare integrata e nella gestione delle cronicità. Insomma, la richiesta è questa: “Più sanità pubblica. La prevenzione deve tornare prioritaria”.

Sul tema interviene anche il portavoce comunale pentastellato Manuel Draghetti, depositario di una mozione, sempre sul tema, per il Consiglio di Sala degli Ostaggi: “Mi auguro che, presto, anche la mozione del M5S Cremasco venga discussa e votata pure dal Consiglio comunale di Crema, per poi chiedere a gran voce un incontro in Regione per portare le istanze di un’Area Omogenea unita e decisa a raggiungere l’obiettivo.” Concludono i due pentastellati (qui sotto):  “L’obiettivo è avere un’Ats, o comunque un’organizzazione della nostra Provincia, più vicina ai Comuni e ai sindaci, che sono i primi responsabili della salute pubblica e della sua difesa come bene collettivo. Spingiamo per una presenza in ottica preventiva sul territorio, attraverso l’assistenza domiciliare e strutture intermedie. Ci vuole una scelta coraggiosa e determinata. L’istituzione delle Ats ha fallito, i fatti lo dimostrano. Per potenziare la medicina territoriale lo strumento va rivisto e riconfigurato”. Già.