L’INTERVISTA – Sindaco Bonaldi: “Nel 2021 tanti traguardi da raggiungere”

Stefania Bonaldi

Ci apprestiamo a voltare pagina. Sperando che il libro del 2021 sia zeppo di storie belle. Sappiamo soffrire e stare compatti: lo abbiamo dimostrato nell’anno terribile che ci stiamo lasciando alle spalle. Ma ora vogliamo “rinascere” (il vaccino ci darà una mano!), tornando alla “normalità”. Mai così tanto desiderata. Sul futuro della città abbiamo ascoltato il sindaco Stefania Bonaldi, sempre sul pezzo. 

Sindaco… fine d’anno, tempo di Bilanci. Il 2020 è stato un anno terribile. Ma cosa salverebbe? “Salvo le reazioni messe in campo dalla nostra comunità, tutta quanta, di fronte a un’emergenza che poteva travolgerci. Dagli operatori sanitari a quelli dei servizi pubblici, dall’associazionismo ai commercianti, dal volontariato al mondo delle imprese o della cultura. Abbiamo sofferto, perso tanti nostri concittadini e concittadine, ma la nostra gente ha risposto in modo straordinario, responsabile, poche parole e tanti fatti, gesti di altruismo e di solidarietà di cui abbiamo perso il conto, compartecipazione, empatia, gioco di squadra. Anche la politica locale ha reagito con uno spirito unitario e coeso, un segnale importante e non scontato, che ha contribuito a creare un clima generale costruttivo, consapevole che l’avversario era uno solo: il virus” . 

Anche grazie al vaccino il 2021 sarà l’anno della ripresa vera? Lei si è molto esposta sul dovere di vaccinarsi… “Il V-Day, con l’avvio della somministrazione del vaccino in tutta l’Ue è stato un giorno storico: in meno di un anno la ricerca biomedica e la Scienza hanno saputo approdare a un risultato che ci consentirà di debellare il virus. Dobbiamo esserne orgogliosi e riconoscenti, e, naturalmente, vaccinarci. Il vaccino è un diritto, ma certamente anche un dovere, un gesto di responsabilità nei nostri confronti, ma ancora di più verso chi è più fragile. Davvero resto molto colpita da alcuni atteggiamenti ostili e refrattari alla vaccinazione, che peraltro mi paiono assai privi di argomenti e di motivazioni”.

Del resto lei lo ha fatto notare bene, occorre avere fiducia nella Scienza e nella Medicina… “In realtà ho semplicemente evidenziato come tutta la nostra esistenza si fondi su quotidiani ‘atti di fiducia’ in chi è più esperto e competente di noi. Quando saliamo su un mezzo pubblico, usiamo un ascensore,  passiamo su un cavalcavia, mandiamo i nostri figli a scuola o ci sediamo a pranzare al ristorante. Ogni evoluzione, ogni progresso umano poggia su infiniti atti di fiducia che hanno reso la nostra specie quella che è ora, dall’uomo delle caverne a quello che l’estate scorsa ha ‘lanciato’, dalla Terra, ben tre missioni sul Pianeta Rosso, Marte, che ora sono già a metà del viaggio. Chi non si vaccina è come se volesse negare la realtà, cioè il progresso, peraltro, lo ripeto, senza sfoderare mai un argomento solido alla propria resistenza o ostilità”.

Siamo a un nuovo inizio d’anno, con il Bilancio previsionale in costruzione. Quali gli obiettivi strategici dell’amministrazione? Raccoglierete quanto seminato? “Stiamo definendo in questi giorni il Bilancio previsionale e il Piano delle opere pubbliche e ne parleremo meglio nelle prossime settimane. Sulle opere non credo di raccontare segreti se dico che la parte del leone la faranno il sottopasso ferroviario, il ponte di via Cadorna, la nuova illuminazione dello stadio ‘Voltini’ e la riqualifica del Velodromo, oltre agli interventi programmati di edilizia scolastica e di mobilità sostenibile (nella Giunta dopo Natale abbiamo approvato lo studio di fattibilità della ciclabile per Campagnola Cremasca, già finanziata).  Interventi che intendono generare valore anche per l’economia locale, ovviamente. Il sottopasso a Santa Maria è un volano per interventi di riqualificazione urbanistica e rigenerazione urbana in tutta l’area nordest fino all’Università e chiama in causa risorse pubbliche, ma anche investimenti privati, che l’opera potrà finalmente sbloccare”. 

Ha citato l’università… “Sì, altro tema ‘strategico’ è il rilancio della sede universitaria, come Hub dell’Innovazione e della Formazione, con il progetto Ex-O., che tiene insieme Alta Formazione, su Cosmesi e Sanità Territoriale, Ricerca e Rigenerazione Urbana. Non è tanto importante raccogliere, quanto appunto seminare. Alcuni risultati li vedremo noi direttamente, e, confesso, che questo mi emoziona; gli altri saranno successivi, ma ciò che conta è che arriveranno”.

Sindaco, ha accennato al tema della Sanità territoriale, il PreSST a Crema si farà? “Sul progetto del PreSST continuiamo a insistere, uso volutamente il plurale, perché è un obiettivo voluto da un intero territorio, come dimostrato anche dall’ordine del giorno approvato in Consiglio regionale prima di Natale. Anche l’esperienza Covid ci ha dimostrato quanto serva integrare medicina ospedaliera e medicina territoriale e il PreSST risponde puntualmente a questo obiettivo. Peraltro come è noto, noi continuiamo a mettere a disposizione di Regione Lombardia l’immobile dell’ex tribunale e in un momento in cui sui territori atterreranno molte risorse, proprio per rafforzare i presìdi della salute, sarebbe davvero molto miope non cogliere questa opportunità”. 

Cambiamo tema. La sua posizione sull’ex colonia di Finalpia è chiara: la ricordi ai nostri lettori. “Non si può giudicare Finalpia senza ricordare i vari passaggi attraverso cui la colonia di un tempo si è trasformata in un albergo di lusso; alcune ricostruzioni di queste ultime settimane hanno totalmente omesso questo  passaggio, che si è  consumato nel 2008, durante il mandato di Bruno Bruttomesso, quando si compromise fortemente la fruizione, da parte dei cremaschi, della struttura. Che una Fondazione Onlus gestisca, anche indirettamente, un hotel a 5 stelle, è in estrema contraddizione con le finalità  sociali che essa persegue, e ora che ci si è svincolati dal contratto di locazione che impegnava il CdA fino al 2040, io credo che il percorso da intraprendere sia un altro. Sono convinta che l’alienazione dell’immobile e la destinazione dei proventi alla realizzazione in città di una struttura per anziani, disabili e minori sia la soluzione più rispettosa delle finalità statutarie e capace anche  di generare un ‘ritorno’ per i cittadini cremaschi. L’obiettivo andrà meglio definito proprio attraverso un percorso partecipato, in cui affiancheremo la Fondazione, in confronto con i principali protagonisti locali in questi ambiti di fragilità. Senza escludere le forze politiche e civiche, per una soluzione il più  possibile condivisa”.

Cosa farà quando non sarà più sindaco? In tanti ce lo chiedono…sarà ancora a disposizione della città? “Oggi amo questa città e chi la abita infinitamente più di quando ho iniziato il mio impegno e questi anni mi hanno certamente arricchito di competenza e di esperienza che mi piacerà continuare a mettere al servizio della comunità. Escludendo, peraltro, in ogni caso, un mio impegno in future amministrazioni, perché dopo dieci anni di sindacatura e per come mi conosco, so di essere anche una figura ingombrante. Vedremo quando sarà il momento, intanto ho ancora 18 mesi davanti a me, e non intendo vivere di rendita nemmeno un giorno del mio mandato, ci sono ancora tanti traguardi da raggiungere!”.