NEVICATA – Il racconto “epico” della disavventura dell’avvocato Vicenzini

Riceviamo (e pubblichiamo) dall’avvocato Davide Foppa Vicenzini di Crema una breve cronaca di quella che egli stesso definisce una “disavventura personale”. Al centro del racconto la nevicata di ieri: la storia ben rappresenta i disagi dei cittadini cremaschi e lombardi. Eccola. Non mancano precise accuse, ma si sa, le avventure “epiche” portano anche a questo.
“Ieri mattina, 28 dicembre, dovendo recarmi a Brescia per lavoro, ho anzitutto faticato a uscire dal centro storico di Crema. La percorrenza della bretellina per Romano è stata angustiante. Finalmente giunto al casello della A35, passato il varco telepass, scopro con disappunto che lo svincolo verso Brescia è bloccato da una coda di veicoli immobili. Decido quindi di fare retro marcia e imboccare la direzione Milano per uscire a Bariano e riprendere la direzione Brescia.
Ivi giunto, esco dal casello e mi reimmetto in autostrada salvo scoprire che a causa di un veicolo in avaria lo svincolo per Brescia è bloccato. Riprendo quindi la direzione Milano per uscire a Caravaggio dove, però, l’uscita è bloccata da due mezzi pesanti di traverso e il personale ingiunge a tutti di fare retromarcia e proseguire per Milano. Vana la speranza di uscire a Treviglio, il cui casello era stato chiuso d’imperio dalla polizia stradale.
Non mi resta che ritrovarmi sulla Tem sul cui manto si pattina come alle olimpiadi invernali (un cero a San ESP). Finalmente una speranza per lo meno di tornare a casa: esco a Paullo ma qui comincia il vero incubo. La Paullese, all’alba delle 11, ancora non ha visto uno spazzaneve. Si procede a 20 km/h. Il mio innato culto per la velocità mi spinge a punte di ben 60 km/h (secondo cero a San ESP e ABS). Come un novello Ulisse intravvedo i margini della città salvo scoprire che la tangenziale di Crema è chiusa, coperta da un immacolato manto di neve. Esco, quindi, a Bagnolo e affronto di nuovo la viabilità comunale, che a distanza di circa 3 ore dalla mia partenza non dà segni di cura, salvo che al rondò dell’ipercoop.. ma, si sa, ci sono priorità e ubi maior…
Affronto quindi le strade del centro, percorrendo le quali sono commosso nell’ammirare epici esempi di resilienza umana dati da sparuti pedoni che lottano contro il ghiaccio che ormai imperversa. E rieccomi quindi a casa, con buona pace del mio impegno lavorativo e un ringraziamento ai geni che ci governano a ogni livello e che, a fronte di una nevicata ampiamente annunciata, non hanno vietato il transito ai mezzi pesanti, non hanno affatto attivato alcuna prevenzione sulle strade provinciali (Signoroni non ha nulla da dire?) e rabberciato le strade comunali in ritardo e sempre per i soliti noti”.