Ricengo/Bottaiano – Il 2020 si è portato via anche Villa Obizza

Villa Obizza oggi

Quasi un anno fa – erano i primi giorni di gennaio – il crollo definitivo della facciata principale di Villa Obizza di Bottaiano, frazione di Ricengo, che nei mesi precedenti aveva già subito perdite parziali.
Per il Comune ricenghese quest’anno sventurato e segnato dalla pandemia da Covid-19 s’era aperto anche con questa triste notizia. Che si fatica ancora a credere.
Peraltro il fatto era atteso: “L’incuria, che interessava il complesso settecentesco, ha dato il colpo di grazia alla storica dimora. La residenza di campagna della famiglia Obizzi – voluta da Giò Matteo Obizzi verso la fine del 1600 e terminata nel 1702 – negli anni scorsi era stata anche oggetto di un progetto pubblico-privato di una Fondazione nata per tentarne il recupero. Non era mancato l’interessamento della Sovrintendenza: purtroppo l’idea non andò in porto e non si giunse al corposo intervento di messa in sicurezza ipotizzato”, scrivemmo l’indomani l’accadimento. Il primo crollo della copertura era avvenuto alla fine degli Anni Ottanta. Tra i passaggi rammentiamo anche l’ordinanza del compianto sindaco Ernestino Sassi, che nel 2018 la emise per lo sgombero definitivo dei residenti delle attività adiacenti la dimora.
“I monumenti sono considerati dei pesi più che un’opportunità”, aveva commentato, tra le altre cose, a suo tempo Gabriele Barucca, direttore della Sovrintendenza Archeologica, Paesaggio e belle arti. Proprio così.
Villa Obizza, la meravigliosa residenza in stile palladiano, oggi è solo un ricordo. Per il territorio e le istituzioni una sconfitta che deve restare come monito. Sì perché il piccolo Comune di Ricengo da solo avrebbe potuto fare ben poco. In parecchi non sono stati ascoltati e il degrado ha fatto il suo corso. Un gran peccato.