LA PAROLA VINCE SUL SILENZIO. Pontificale del vescovo in cattedrale

Il tema della Parola che ha vinto sul silenzio al centro della liturgia di Natale celebrata questa mattina alle ore 11 dal vescovo Daniele in cattedrale. Al suo fianco i due diaconi permanenti della diocesi, Alessandro e Antonino. Ad accompagnare l’Eucarestia, il coro della cattedrale guidato dal maestro Dossena, che ha ovviamente eseguito canti natalizi tradizionali cari al cuore di tutti i fedeli.
La Parola che si è fatta carne è il messaggio straordinario del prologo del Vangelo di Giovanni che è stato letto dal diacono Alessando in questa “Messa del giorno” del santo Natale. Come è noto, tre sono le Messe del Natale, con letture diverse tra loro, la prima quella della notte, la seconda quella dell’aurora e la terza quella del giorno. In quest’ultima viene proclamato il prologo del Vangelo di Giovanni, culminante nella frase: “È il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.”

LA LUCE HA VINTO SULLE TENEBRE

Il vescovo Daniele nell’omelia, dopo aver richiamato il tema di quella della notte: la luce ha vinto sulle tenebre; rifacendosi al Vangelo di Giovanni ha parlato della vittoria della Parola sul silenzio. “Protagonista del prologo – ha detto – è infatti il Verbo, quella parola che leggiamo nella Bibbia, con la quale Dio vuole mettersi in relazione con noi, come amico e fratello, bene prezioso, strumento indispensabile del nostro vivere insieme. L’esperienza della parola può essere a volte deludente, la parola può essere ingannevole o fragile, ma senza parola non possiamo vivere.”
E ha citato come esempio l’esperienza di padre Gigi Maccalli che ha raccontato molto bene cosa può essere il silenzio di Dio, al quale ha gridato giorno e notte e quanto può essere drammatica la mancanza della parola tra noi.

LA PAROLA HA ASSUNTO LE NOSTRE SEMBIANZE

“Ma Dio ha parlato e tuttora ci parla. Dio oggi ci parla. La Parola ha assunto le nostre sembianze, si è fatta carne ed è venuta in mezzo a noi. Ci parla in modo più umano che si possa fare. Si consegna a noi nella fratellanza e nell’amicizia, perché nel Figlio-Parola siamo invitati tutti ad essere figli, fratelli e sorelle. E così la nostra parola reciproca può essere riscattata, può essere parola che fa comunione, che crea relazioni autentiche e positive.
Il Natale – ha concluso il vescovo Daniele – proclama la vittoria della Parola sul silenzio: ci è data perché facciamo delle nostre parole il prolungamento di quella Parola. Ci sia la capacità di dire parole di pace, di gioia, di speranza e di comunione che siano luce nelle tenebre.”

La liturgia eucaristica è proceduta solennemente, accompagnata dai canti. Al momento del dono della pace il Vescovo ha invitato i fedeli a scambiarsela con uno sguardo, o un piccolo inchino (come hanno fatto i concelebranti), o portando la mano al cuore.
Al termine mons. Gianotti ha fatto gli auguri a tutti, “infilati” tra il suono della campana della torre comunale e di quelle del campanile del duomo. “Fissate lo sguardo sul presepio – ha aggiunto – e troveremo in Gesù, Maria e Giuseppe la forza per superare le paure che ancora ci portiamo dietro.”
Il diacono Alessandro quindi ha annunciato che la benedizione del vescovo Daniele (pronunciata solennemente in latino), avrebbe ottenuto l’indulgenza plenaria per tutti, grazie alla concessione di papa Francesco, e ha chiesto preghiere per lo stesso Pontefice, il Vescovo e la santa madre Chiesa.