NOTTE DI NATALE: UN CIELO PIENO DI STELLE. La Messa del vescovo Daniele in Cattedrale

Che il cielo si riempia di stelle. Questo l’augurio del vescovo Daniele nella Messa della Notte di Natale in cattedrale. Celebrata a orario inconsueto per le restrizioni covid (è iniziata alle 20.30) e in modo inconsueto, con la partecipazione di un gruppo di fedeli contingentato.

Il vescovo, all’inizio della Messa (una celebrazione essenziale, senza particolarità) ha salutato i presenti  e tutti coloro che seguivano la liturgia attraverso radio Antenna5 e la diretta streaming. “Ci sentiamo in comunione con il Signore – ha detto – che nasce in mezzo a noi, segno di speranza e di luce in questo tempo segnato ancora fortemente dalla pandemia e dalla sue conseguenze.” Hanno concelebrato con il vescovo alcuni canonici; il coro – in formato ridotto – ha eseguito i canti, presenti accanto al celebrante i due diaconi non permanenti della diocesi.

Nell’omelia mons. Gianotti ha parlato appunto di stelle.

“Nei giorni scorsi – ha iniziato – abbiamo perso tempo a discutere sull’orario di questa Messa, come fosse il problema centrale, anziché soffermarsi sul mistero che viene annunciato. Certo le letture (Isaia e il Vangelo) parlano della notte e della luce che vi risplende. Quindi il simbolo della luce di questa Messa che si celebra nell’oscurità è significativo.”

“Il Signore – ha continuato mons. Gianotti – è nato per fugare la tenebra che ci rende ciechi. C’è tenebra quando Dio è dimenticato e quando diritto e giustizia sono calpestati, quando i deboli sono messi ai margini, quanto iniquità e violenza dilagano nel mondo, quando il nostro desiderio di vita buona è messo in questione.”

Abbiamo dunque bisogno di vedere accendersi ancora la luce di Cristo e di rinnovare la fiducia che lui vince le tenebre e accende nel mondo la speranza. Proprio lui, il Bambino che contempliamo a Betlemme, accende la luce che vince le tenebre.

“Nascendo tra noi – ha aggiunto il vescovo – il Figlio di Dio incomincia a far risplendere questa luce e affida a noi di completare l’opera, di accendere cioè altre luci. La storia del mondo è come un cielo che progressivamente si accende di stelle.

Mi piacerebbe – ha concluso – che di questo anno ricordassimo le tante luci che abbiamo visto accendersi: quelle dei medici e degli infermieri in ospedale, dei volontari che si sono prodigati, di chi ha continuato lavori e servizi pubblici, quelle dei nostri catechisti che hanno accompagnato i ragazzi, di chi ha dato beni per i più poveri, quelle delle famiglie, degli insegnanti… C’è tutto un cielo stellato da ricordare e di cui ringraziare Cristo. E tante altre stelle aspettano ancora di essere accese.”

Al termine dell’Eucarestia natalizia, un augurio affettuoso e caloroso del vescovo Daniele a tutti: “Nei miei messaggi – ha detto – ho voluto augurare che questo Natale ci aiuti a lasciarci alle spalle le paure, guardando a Gesù Cristo che è la presenza salvatrice di Dio nella nostra vita; a san Giuseppe che si è preso le sue responsabilità e a Maria che meditava tutto nel suo cuore.