Crema – ‘Codice Rosso’ per maltrattamenti, 40enne allontanato dalla propria famiglia

Attivato il cosiddetto ‘Codice Rosso’, per un intervento tempestivo dell’Autorità Gioudiziaria, il Commissariato di Crema nei giorni scorsi ha dato esecuzione alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa famigliare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emesso dal GIP del Tribunale di Cremona, nei confronti di un cittadino romeno di 40 anni residente a Crema resosi responsabile di maltrattamenti a danno della moglie. Provvedimento giunto al termine di una complessa e mirata attività d’indagine condotta dalla Polizia in capo al vicequestore Bruno Pagani.
Tutto è scaturito dalla denuncia presentata da una donna che ha raccontato agli agenti di essere da anni vittima di maltrattamenti da parte del coniuge. Condotta messa in atto anche davanti ai figli minori e “causata dall’abuso di alcol – spiega il dirigente degli uffici di Pubblica Sicurezza di via Macallé –. Comportamenti illeciti consistiti in violenza fisica, psicologica ed economica, che hanno ingenerato nella donna uno stato di terrore, di prostrazione e di sofferenza. L’escalation la si è avuta una sera quando l’uomo, tornato a casa in stato di ebbrezza, ha iniziato a vaneggiare e ingiuriare la consorte, minacciandola e umiliandola”. La vittima, esasperata dalla situazione e temendo che non si sarebbe risolta ma al contrario si avrebbe potuto aggravarsi, ha così deciso di rivolgersi alla Polizia di Stato per aver un aiuto.
“Le investigazioni svolte dal nostro ufficio – continua Pagani – hanno permesso di acquisire elementi comprovanti le responsabilità dell’indagato nelle vicende in questione; è stata quindi attivata la prevista procedura denominata ‘Codice Rosso’ che ha consentito all’Autorità Giudiziaria di emettere in breve tempo la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa famigliare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Visto il crescendo delle condotte poste in essere dall’indagato, sempre più gravi e pericolose, si ritiene che il provvedimento restrittivo abbia evitato ulteriori fatti criminosi a danno della donna”.