PLAYGROUND SANTA MARIA – La Sinistra ha depositato un esposto

Il playground di Santa Maria, costruito solo tre anni fa, è un concentrato di barriere architettoniche; questo nonostante l’ufficio guidato dall’assessore Fabio Bergamaschi affermi che ‘tutte le progettazioni si sono fondate su soluzioni senza barriere architettoniche’”. L’accusa è di Emanuele Coti Zelati e Paolo Losco – consigliere e coordinatore de La Sinistra – che nelle scorse settimane hanno depositato un’interrogazione che portava la questione all’attenzione del Consiglio comunale.

“Come in diverse occasioni abbiamo visto accadere circa questi temi, Bergamaschi ha rimandato al PEBA la presa in carico del problema. Il PEBA è certamente uno strumento a cui guardiamo con favore, tuttavia non possiamo non rilevare come esso sia oggi, dopo anni, ancora un miraggio e, comunque, non garantisca in alcun modo il finanziamento degli interventi per risolvere quella che, a parere di chi scrive, è una situazione incredibile e un’offesa all’esercizio pratico dei diritti: questi non vanno solo affermati ma resi disponibili nella vita di tutti i giorni”. Sulla questione in particolare, per i due esponenti de La Sinistra, è bene richiamare il Dpr n. 503 del 24 luglio 2020 che, a titolo esemplificativo, all’art. 4 afferma chiaramente che “i progetti relativi agli spazi pubblici [..] devono prevedere almeno un percorso accessibile in grado di consentire con l’utilizzo di impianti di sollevamento ove necessario, l’uso dei servizi, le relazioni sociali e la fruizione ambientale anche alle persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale”.

“Non è possibile accettare che un luogo di socialità e svago costruito dal Comune appena tre anni fa non rispetti la norma oltre che il buonsenso. Per queste ragioni, mi sono recato presso il Comando di Polizia Locale di Crema per depositare un esposto affinché si possano disporre gli accertamenti per chiarire se la norma sia stata effettivamente infranta e si possa quindi procedere all’adeguamento della struttura alla norma essa. Ci troviamo, nostro malgrado, ancora una volta (era già successo per la recinzione pericolante delle scuole medie ‘Galmozzi’, che ora è infatti in rifacimento) a dover utilizzare la strada dell’esposto perché questa amministrazione, sempre più autoreferenziale, non ascolta posizioni che non siano le proprie, e che possano, anche solo minimamente, minare il loro operato, per definizione, perfetto”.