MODA – Lo stilista cremasco Tosetti e i suoi fantasmi danzanti

Andrea Tosetti – dopo aver affrontato il progetto 4 elements dove lo abbiamo visto presentare la sua ultima collezione di moda “Fil Rouge” attraverso i quattro elementi – non si ferma e approfondisce il tema focale della collezione con un nuovissimo progetto chiamato Dancing with ghost. Lo stilista cremasco ha voluto presentare due nuovissimi abiti, giocando con la danza che grazie all’amico fotografo Gianpiero Degavi (già noto per il set realizzato in subacquea per Andrea) e la ballerina Valentina Glionna (protagonista del set a Crespi D’adda rappresentante l’aria). Andrea ha sperimentato e creato un atmosfera onirica suggestiva ed evocativa. 

L’anima deve sempre essere presente in ciò che creo è quella che da vita all’abito e lo rende unico e personale, è proprio l’anima e far nascere l’emozione”, sostiene Tosetti che in questo nuovo studio mette in risalto un tema molto importante, “quello che non possiamo vedere ma sicuramente sentire” le sensazioni, i dejavou, i fantasmi del passato e il nostro destino legato sempre dal filo rosso che ci è stato assegnato dalla nascita. Come è scritto nella leggenda cinese cui Andrea si è ispirato. 

Il primo abito rappresentato nel progetto è un omaggio proprio alla Cina con una stoffa in pura seta ricamata con fili d’oro confezionato a mano con attenzione del rispetto della tradizione riportata ai tempi moderni e occidentali, maniche ampie scollo incrociato per una donna guerriera. Il secondo, invece, contrasta la tradizione e mantenendo le linee della collezione si sviluppa con un materiale moderno e innovativo: il vinile che nasce inizialmente per la realizzazione dei “dischi” musicali, di cui Andrea è molto appassionato, donando un effetto lucido e di volume.  “La musica è l’elemento fondamentale nella creazione, non manca mai nella mia vita e influenza il mio lavoro, amo il rock e lo rappresento ma adoro anche gli opposti per questo quando taglio la stoffa ho sempre nelle orecchie Eusa di Yann Tiersen” afferma lo stilista, che ha aperto le porte all’arte come mezzo per esprimersi e raccontare se stesso e i propri fantasmi.