Istituto Folcioni – Debora Tundo: il corso di Musical “avvicina” anche in tempo di pandemia

Istituto Folcioni
Debora Tundo & Denny Lodi

Fra i nuovi corsi avviati dall’Istituto Folcioni anche quello di Musical curato da Debora Tundo, ormai voce ben nota a Crema, protagonista di molti concerti, spesso accompagnata dalle tastiere del Maestro Alessandro Lupo Pasini. L’abbiamo intervistata per conoscere i dettagli della nuova proposta.

Può raccontarci il suo amore per la musica, per il canto che sta portando avanti affiancando la sua carriera da professionista?

“La musica devo dire che mi ha sempre accompagnato nel viaggio della vita da quando ero bambina. Ho ritrovato una bellissima foto frugando tra i ricordi di famiglia di me a 4 anni con le manine su una piccola tastiera, della quale a essere sincera non avevo ricordo, ma che conferma che da sempre esisteva una vocazione naturale… a volte condizionata da scelte di vita diverse, che alla fine, però, ha vinto, tanto da far diventare la musica, non solo una passione ma anche una vera e propria professione. La musica è la mia pace, il mio porto sicuro e il modo per trasmettere quanto di più bello ho nel cuore. La collaborazione con il Maestro Lupo Pasini, musicista straordinario e di rara sensibilità mi ha consentito di vivere momenti magici dal punto di vista musicale. Insieme, grazie anche al comune sentire e alla intesa trovata nella musica, siamo riusciti a costruire un percorso ricco di eventi e collaborazioni con grandi artisti, che ci ha visto protagonisti in teatri e luoghi di cultura unici, come il Teatro Dal Verme, Il Teatro Manzoni, la Triennale di Milano, il Museo di Capodistria ecc. e tante volte nella meravigliosa cornice del Teatro San Domenico. Tornando alla domanda che mi ha fatto, posso dire che certamente ci vuole molta costanza e tenacia per riuscire a coordinare e portare avanti due attività così diverse tra loro, ma quando la passione e l’impegno si uniscono ogni traguardo può essere raggiungibile più facilmente”.

Perché un nuovo corso al Folcioni dedicato al musical, da lei tenuto? A quali richieste avete risposto?

“Negli ultimi anni il musical è tornato a essere una delle forme di spettacolo preferite dal pubblico italiano e internazionale. Nelle richieste da parte delle scuole con cui abbiamo collaborato in questi anni c’è stata anche quella di allestire musical per ragazzi, per creare scambi culturali tra loro e favorire la relazione dinamica, oggi limitata a causa dell’avvento delle nuove forme di comunicazione virtuale. Con uno sguardo proiettato anche verso i mercati esteri, abbiamo pensato di proporre un prodotto che corrisponda alle nuove esigenze del mondo musicale e professionale e che consenta agli allievi, soprattutto in questo periodo di restrizioni, un minimo di socializzazione e scambio di idee ed emozioni, seppur nel rispetto del distanziamento sociale.
Canto, recitazione, danza, materie prevalenti, interagiscono con tutte le discipline complementari in un programma finalizzato a far emergere e crescere le inclinazioni artistiche degli allievi in un percorso che li porterà a esprimere al meglio la loro arte. Inoltre, il corso, in quanto per sua natura multidisciplinare, serve a coinvolgere e valorizzare competenze già presenti all’interno della Fondazione. Una spinta propositiva è stata data anche dalla tragica esperienza della pandemia, che ci ha insegnato che la socialità, la comunicazione e il contatto umano sono irrinunciabili.
Seguendo questi sentimenti abbiamo deciso di proporre un progetto che fosse improntato alla collaborazione e alla inclusione, soprattutto per scongiurare gli esiti negativi dei lunghi periodi di lockdown”.

Come si struttura il corso, anche in tempo di didattica a distanza? È comunque possibile raggiungere una buona qualità di insegnamento e apprendimento?

“Attualmente il corso, che per sua natura e per volontà della Fondazione e del Folcioni dovrà essere collettivo, per attenersi alle rigide regole imposte è iniziato con incontri individuali e viene favorita la didattica a distanza con presentazione di video preparatori. Nella musica, purtroppo, ritengo che con la didattica a distanza sia davvero difficile garantire uno standard elevato, che possa avere analoghi risultati rispetto alle lezioni in presenza, ma noi cerchiamo quantomeno di gettare le basi per il lavoro futuro che speriamo possa riprendere al più presto in presenza. Il corso, infatti, è organizzato con un’idea di multidisciplinarità e si articolerà su un calendario che prevede incontri mensili con altri professionisti che già collaborano con la Fondazione: Denny Lodi per la danza, Rosa Messina per la recitazione, Pier Paolo Bassi per la gestione palco, audio e luci. Il percorso prevedere, poi, varie discipline: Musica e Canto – Recitazione – Danza – discipline complementari (Storia del Musical – Regia – Scenografia – Audio/Luci – Trucco etc.)”.

È previsto un momento pubblico di restituzione (quando sarà possibile) di quanto appreso dai corsisti?

“Assolutamente sì. Il nostro obiettivo è ovviamente uno spettacolo conclusivo da realizzarsi presso il Teatro San Domenico, qualora la situazione sanitaria non dovesse consentirlo realizzeremo una registrazione dello spettacolo da offrire comunque al pubblico, soprattutto per trasmettere tutto l’amore, la passione e l’impegno che i nostri allievi ogni giorno ci regalano e rendono già un successo la nostra scelta didattica”.