EX SCUOLA DI CL – I grillini: “Non era stata messa in sicurezza?” [galleria fotografica]

Una foto del cantiere abbandonato da anni dei mesi scorsi

“Non era stato messo forse in sicurezza, prevedendo anche l’aspirazione dell’acqua piovana?”. La domanda si riferisce all’ex scuola di Cielle ai Sabbioni e la pone il Movimento Cinque Stelle dopo l’ultimo sopralluogo dei giorni scorsi.  “Riteniamo intollerabile che a distanza di anni non ci sia alcuna prospettiva, nemmeno a lungo termine, per una positiva risoluzione di questo enorme buco nero, la cui responsabilità della creazione e della sua mancata risoluzione stanno tanto nel centrodestra, quanto nel centrosinistra”, dichiarano i grillini in una nota stampa. 

Una ferita della nostra città, “rispetto alla quale la politica, con la ‘P’ minuscola, sembra chiudere gli occhi quando passa presso quel tratto di viale Europa”. Una ferita di cui ci eravamo occupati anche noi del “Torrazzo” nei mesi scorsi: dopo le nostre segnalazioni circa la facilità d’accesso al cantiere – quindi di pericolo – le cose s’erano smosse ed era stata almeno rinforzata la barriera perimetrale. Ora, però, lo stato di degrado avanza, complice il cattivo tempo.

“L’ultimo, goffo, tentativo, avvenuto anni fa, quello di coinvolgere un soggetto operante nella sanità privata, con tanto di cambio di destinazione d’uso ad hoc, senza garanzie, poi andato a vuoto”, ricordano i Cinque Stelle spostando l’argomento sulle responsabilità politiche. “Serve creatività e originalità per sanare questa ferita profonda, prendendo atto che quell’ecomostro vale meno di zero, soprattutto dopo averlo lasciato abbandonato a marcire per anni e per chissà quanti anni rimarrà ancora. Condizione necessaria per ricucire questa ferita è, prima di tutto, che questa classe politica, tanto di centrodestra, quanto di centrosinistra, si allontani dal Governo di questa città il prima possibile”, criticano severi Manuel Draghetti e soci. “È imbarazzante, oltre che impressionante, ripercorrere quanti siano i buchi neri della nostra città, frutto di una incapacità amministrativa di fondo, rispetto alla quale, a farne le spese, sono purtroppo i cittadini di Crema”, il commento finale, già ascolatto più volte.