LA MADONNA DI SANTA MARIA PROTEGGA TUTTE LE DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZA

Questa mattina, mercoledì 25 novembre, in apertura delle Lodi degli esercizi spirituali, trasmesse in diretta streaming dalla cattedrale, il vescovo Daniele ha fatto cenno alla Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra oggi. Al proposito ha ricordato e invocato la Madonna di Santa Maria della Croce, venuta in soccorso proprio di una donna, Caterina degli Uberti, che aveva subito violenza dal marito.

La vicenda è nota ai fedeli della diocesi di Crema, meno al di fuori dei confini della piccola diocesi lombarda. Siamo nel 1490. La sera del 3 aprile Bartolomeo Pederbelli, detto Contaglio, condusse al bosco del Novelletto la moglie Caterina degli Uberti. Il malvivente (era già stato accusato di omicidio e per tale motivo bandito da Bergamo) aveva addotto il pretesto di condurla in valle Imagna per farla conoscere ai suoi genitori. Per tale motivo le aveva chiesto di indossare i suoi gioielli migliori; in realtà intendeva disfarsi della donna, sposata solo per interesse, e impadronirsi dei suoi preziosi, dopo averle già dilapidato il patrimonio. Lasciata la strada principale e inoltratosi nel bosco, il Contaglio aggredì con violenza l’ignara e indifesa Caterina: la colpì ripetutamente con una spada, troncandole la mano destra e ferendola gravemente alla testa. Poi, spogliatala degli ori, fuggì nella notte abbandonandola moribonda nel bosco.

La donna, sola e in fin di vita, invocò il soccorso della Madonna per non morire senza aver ricevuto i sacramenti. La Vergine le apparve sotto le sembianze di una popolana, la condusse fino al modesto casolare dei Samanni, al margine del bosco. Qui ricevette i primi soccorsi ma, vista la gravità della situazione, si decise di trasportarla nella vicina e casa dei signori Mongia. Qui l’emorragia di sangue si bloccò e Caterina, riprese miracolosamente le forze, poté raccontare ciò che di meraviglioso le era accaduto.

Il mattino successivo (era la domenica delle Palme), all’apertura delle porte della città, venne avvertito il suocero di una sorella di Caterina, il nobile Filippo Tensini. Trasportata con un carro in casa della sorella, Caterina raccontò ciò che le era accaduto di fronte a un medico (che attestò 14 ferite mortali sul corpo della donna) e al vicegerente della città, perdonando peraltro il marito assassino. Venne anche chiamato un sacerdote; Caterina si confessò e poté ricevere i sacramenti. Subito l’emorragia riprese e in poco tempo sopraggiunse la morte.

La notizia del delitto e soprattutto quella dell’apparizione fecero il giro della città; ebbero così inizio i pellegrinaggi al bosco del Novelletto dove, nel punto in cui Caterina aveva incontrato la Madonna, mani devote piantarono una croce di legno. E il 3 maggio successivo, festa dell’Invenzione della Santa Croce, sullo stesso luogo dell’apparizione, un infermo undicenne, figlio di Francesco Marazzi, ottenne una miracolosa guarigione. Diffusa la notizia un gran numero di persone si raccolse nel bosco del Novelletto in una spontanea e grandiosa manifestazione di fede; i cronisti dell’epoca attestano che seguirono altri numerosi prodigi.

Questi fatti meravigliosi convinsero le autorità pubbliche a erigere sul luogo sacro una grande chiesa. È l’attuale basilica di Santa Maria della Croce, il santuario dei Cremaschi.

Il santuario di Santa Maria in Crema è l’unico che ricorda l’apparizione della Madonna a seguito della violenza contro una donna e potrebbe diventare un punto di riferimento per invocare la Vergine affinché cessino le aggressioni alle donne e perché protegga quelle che hanno subito o subiscono violenza.

In questa giornata contro la violenza alle donne, chiediamo al vescovo di Crema mons. Daniele Gianotti e al sindaco Stefani Bonaldi di farsi promotori presso la Cei perché il santuario di Santa Maria della Croce di Crema venga proclamato punto di riferimento nazionale per la preghiera alla Vergine Maria a difesa e conforto di tutte le donne che subiscono violenza.