RIPALTA CREMASCA – Dalla Fonderia Allanconi la “Campana del Comune”

Il Comune di Ripalta Cremasca è tornato ad avere la “sua” campana, grazie al regalo che la “Fonderia Allanconi” di Bolzone ha fatto all’amministrazione. L’idea e la richiesta, condivisa tra il sindaco Aries Bonazza e l’assessore alla Cultura Corrado Barbieri, era nata dal desiderio di dare risalto alle eccellenze presenti sul territorio comunale: una di queste è, appunto, la storica fonderia.

“Le campane di Allanconi – commenta il sindaco – suonano melodie ‘internazionali’ dalle torri civiche e dai campanili delle chiese italiane, d’Europa e oltre. Questo laboratorio artigianale, guidato da Emanuele con il supporto degli zii, è stato in grado, oltre che di creare vere e proprie opere d’arte quali sono le campane, di dar vita a due musei della campana presso la loro officina, ma anche nel Civico Museo cittadino. In entrambe le strutture, oltre che ammirare la storia di questo prezioso strumento, le diverse fasi lavorative e gli antichi strumenti usati per la realizzazione, è anche possibile partecipare ai laboratori didattici. Questo è per noi fonte di grande orgoglio”.
E ora ecco la campana comunale, “voluta – spiega l’assessore Barbieri – anche per il simbolo che essa rappresenta: le campane scandivano il passare del tempo della comunità con il loro linguaggio percepibile a distanza, parlavano una lingua comprensibile a tutti e avevano la capacità di radunare l’intero paese, di chiamarlo a raccolta a qualsiasi ora. Quindi il desiderio di una campana è da leggere, oltre che in funzione del recupero delle tradizioni, anche quale simbolo di tutta la nostra comunità”.

Una campana, del resto, è sempre esistita nei Comuni “i quali, fino alla fine del 1800, erano tenuti a controllarne il funzionamento e la manutenzione, come dimostrato da numerosi documenti presenti nell’archivio comunale. Quella ripaltese – prosegue Barbieri – era posizionata sul campanile della chiesa parrocchiale, inglobata nel concerto proprio della parrocchiale: presumibilmente quella campana, insieme ad altre, è stata sacrificata durante la Seconda Guerra Mondiale con il Decreto di requisizione del 1942 per convertire il bronzo in materiale bellico. Ecco, in questo 2020 non sicuramente colpito da guerre, ma indubbiamente caratterizzato da una ‘battaglia’ importante contro il Covid, ci sembrava bello poter riavere una campana da ‘suonare’ a combattimento terminato. Per questo abbiamo chiesto alla Fonderia di Bolzone di realizzarne una dedicata a Ripalta”.

L’autore dell’opera, Emanuele Allanconi commenta così: “È con grande gioia che, come fonderia e come famiglia, abbiamo partecipato alla realizzazione di questo progetto, che ha riunito un simbolo e un’arte che il nostro Comune ha sempre apprezzato e sostenuto in tutti questi anni. La campana, infatti, oggi sempre più spogliata della sua funzione pratica, ha gradualmente acquistato un valore rappresentativo: quello della tradizione, simbolo di valori importanti come il senso di comunità, l’aiuto reciproco, la nostra storia condivisa. È per noi motivo di onore averlo realizzato in collaborazione e con il sostegno del nostro Comune, che da sempre apprezza le iniziative proposte in materia di rivalutazione delle tradizioni. Siamo orgogliosi di far parte di questa grande famiglia”.

La campana sarà posizionata nel luogo più “importante” del Comune: la sala consiliare. “Come l’aula rappresenta la ‘casa’ di tutta la comunità, anche la campana, nella sua ‘ufficialità, apparterrà a tutti i cittadini”.