SINDACO BONALDI – Occhi sul presente, ma sguardo al futuro

Intervista a Radio Antenna 5, nei giorni scorsi, per il sindaco Stefania Bonaldi. Dall’emergenza agli aiuti della città, dai giovani alle opere, fino alle partite di parcheggi e piscina, molto criticate.

Sindaco. Oggi la coesione sociale di qualche mese fa sembra scricchiolare, vedasi manifestazioni (pacifiche) anche nel nostro territorio. La gente fa fatica a resistere a questo secondo urto

“La gente fa fatica, ha paura ed è preoccupata. Il nuovo blocco e la limitazione di tantissime attività sono stati letti da molti come una punizione, con alcune categorie più sacrificate. Anche perché è difficile vedere l’orizzonte. L’impressione che ho è che le scelte del Governo siano sempre frutto di compromessi. Palestre, bar e ristoranti si sono adeguati, ma sono chiusi…. è indubbio, però, che la curva del contagio ci sta dicendo che dobbiamo essere più accorti”.

Ampliamo lo sguardo. Trasporto pubblico, scuola. Non c’erano risorse e tempo per adeguarsi? 

“Ricordo l’ampio dibattito all’inizio tra Stato e Regioni, dove era stato ottenuto l’80% di capienza, che s’è rivelato disastroso. Sì, ci siamo fatti trovare impreparati. Risorse aggiuntive sono arrivate per attività sanitarie e imprenditoriali, ma non soldi in più sui trasporti. Con le Superiori la Dad al 20% non ha dato risultati. Si fosse deciso di tenere a casa a rotazione più studenti, forse ci saremmo salvati oggi dalla didattica a distanza al 100%”.

Restiamo sui ragazzi e giovani

“Li ricordo, nella prima ondata, esemplari, ligi e rispettosi. Bravi. Oggi come oggi questo è il tema vero: quello che mi preoccupa di più è lo sforzo che stiamo chiedendo ai giovani e agli adolescenti per questo contenimento, una limitazione forte delle loro interazioni. Mi spaventa ancor più dei temi legati all’economia, stiamo toccando proprio le radici del nostro futuro. Mi auguro che sulla scuola ci siamo ripensamenti e attenzioni particolari”.

In questi mesi cosa è mancato di più? 

“La debolezza più ampia è nella mancanza di una medicina territoriale, in Lombardia c’è ancora troppa distanza tra ospedale e territorio, c’è un gap che va riempito, altrimenti ci vanno di mezzo i cittadini. La presenza di un presidio sanitario più forte sul territorio farebbe bene anche all’ospedale. I medici sono stati dapprima un po’ abbandonati a se stessi, ma il raccordo si crea anche con i presidi fisici: ecco perché a Crema stiamo insistendo sul PreSST, struttura d’incontro tra i medici di Medicina Generale che visitano i pazienti, hanno un coordinamento con l’ospedale, prestano servizio sabato e domenica. Ciò crea un polo territoriale non alternativo all’ospedale, ma complementare allo stesso. Questo c’è sulla carta, nelle norme, ma poi nella nostra Ats questi luoghi non esistono. Sono passati mesi, ma abbiamo solo chiacchierato su questo argomento”.

Non solo emergenza pandemica, ma anche tante altre situazioni… che ci dice del superamento della barriera ferroviaria? Si sono fatti passi importanti. 

“Abbiamo affidato i lavori all’impresa che sta abbattendo l’area dell’ex Ferriera dove sorgerà il sottopasso. Contiamo entro fine mese di consegnare il cantiere a Rfi, che ha già individuato la ditta che realizzerà il manufatto vero e proprio: un sopralluogo è stato fatto. Sono previsti sedici mesi di lavoro, siamo fiduciosi che questo intervento possa andare a buon fine. Mi piacerebbe inaugurarlo prima della fine del mio mandato”.

E il Velodromo? 

“Anche qui passi avanti. Sport e Salute, l’evoluzione del Coni Servizi, ha messo a punto con noi la convenzione con cui metterà a disposizione 1,8 milioni di euro. In Conferenza dei Servizi s’è fatto il punto con tutti gli altri enti. Abbiamo prescrizioni della Sovrintendenza, ma siamo pronti ad andare a gara fra gennaio e febbraio 2021, per arrivare alla riqualifica  integrale del Velodromo”.

L’università è impoverita dallo “stop” del Polo informatico: che futuro ha quello spazio? 

“Con Acsu, Provincia e Comune abbiamo acquisito un progetto di ristrutturazione per partecipare a bandi o canali di finanziamento. È molto importante, prima un progetto non c’era. Abbiamo partecipato al Bando Emblematici di Fondazione Cariplo per la riqualificazione dell’area attualmente in uso: l’idea è quella di dare il via a questa nuova Fondazione che si occuperà di gestire la formazione universitaria e l’alta formazione sul territorio in collaborazione con vari enti. È già avviato il doppio corso dell’Its Cosmesi 4.0 (60 iscritti) e la seconda idea è, con Unimi, spostare Scienze Infermieristiche presso il polo di via Bramante, avviando anche il master di Infermiere di comunità, agganciando questa figura importante per la medicina territoriale, per fare di Crema un polo specializzato. Immaginiamo quell’immobile come un hub dell’innovazione, della conoscenza e della formazione”. 

Eccoci a Finalpia: al di là della cronaca recente, si va verso l’alienazione? 

“Io personalmente e con me le forze di maggioranza, e non solo, riteniamo che oggi come oggi immaginare una Fondazione che ha come scopo sociale quello di aiuto agli anziani e ai minori che gestisce un albergo a 4 stelle, distante 250 km, non stia assolvendo la propria funzione. Meglio e più utile per città e comunità l’alienazione, per poi utilizzare i proventi per realizzare una struttura e servizi volti ad anziani e minori sul nostro territorio. Sarà importante a mio avviso aprire realmente – noi siamo al fianco della Fondazione Opera Pia – una stagione di confronto ampio, con esperti e portatori d’interesse, per calibrare il tipo d’intervento sulla base delle esigenze del 2020, dire una Rsa è anacronistico. Dobbiamo chiederci cosa manca in città per queste due categorie fragili che rispondono alla mission della Fondazione. Vedremo il da farsi con tutti gli attori in campo”.

Parcheggi e piscina: qui, va detto, sono arrivate “bordate”.  

“L’appalto parcheggi era partito sotto una cattiva stella, con il ricorso della seconda ditta aggiudicataria che aveva avuto strascichi. Ho l’impressione che il cittadino medio non abbia registrato particolari disservizi, ma è vero che per noi non c’è stata quella rivoluzione smart che ci aspettavamo. Siamo, quindi, arrivati all’accordo transattivo come abbiamo annunciato. Ci lasceremo a giugno del 2021. Stiamo preparando la gara per individuare un nuovo gestore”.

Chiudiamo con il centro natatorio? 

“Nel mese di giugno ci siamo trovati nelle condizioni di operare una scelta: sostenere con un contributo straordinario di 150.000 euro la riapertura o non avere la piscina aperta quest’estate e forse più. Mi assumo la responsabilità di quella scelta: ho ritenuto che di fronte a un’estate come quella che ci attendeva aver chiuso l’impianto avrebbe significato togliere opportunità ai cittadini”. 

Col senno di poi confermerebbe? 

“Certo sapendo che Sport Management dopo tre mesi avrebbe presentato al Tribunale un concordato preventivo… ma la riflessione che propongo è che stiamo vivendo un periodo straordinario, dove è difficile operare scelte in buona fede cercando di garantire al massimo i cittadini. Valuteremo anche con un legale la nostra posizione davanti alle novità. La situazione è complessa per questi impianti, non solo per il gestore di Crema”.