PISCINA – La gestione e l’attenzione all’operato di SM, per Coti Zelati, “fanno acqua da tutte le parti”

La piscina comunale vasca b

“Non è stato facile ottenere la convocazione della Commissione per poter discutere pubblicamente della piscina di Crema: probabilmente la maggioranza avrebbe voluto, come ultimamente si sta verificando sempre più spesso, discuterne in sedi riservate”, afferma Emanuele Coti Zelati de La Sinistra.

“Durante la Commissione che si è svolta qualche giorno fa è emersa l’incapacità di gestione della situazione della piscina da parte dell’Amministrazione. Il sindaco Bonaldi ha infatti definito ‘una tegola’ la notizia della richiesta da parte di Sport Management SPA di ricorrere al concordato preventivo. Tuttavia occorre osservare che, dopo aver concesso un contributo a fondo perduto di 35.000 €, un prestito a tasso 0 del valore di 150.000 €, aver fatto in modo che la Protezione civile intervenisse per svuotare le piscine (poiché Sport Management non era in grado di farlo autonomamente), il Comune non si è minimamente preoccupato di verificare né come mai le banche non fornissero alla società il prestito e nemmeno con quali risultati si stesse svolgendo il servizio”, argomenta il consigliere all’opposizione.

Era infatti il monitoraggio del numero di accessi alla piscina – a suo parere – che avrebbe determinato la capacità di Sport Management di continuare a garantire il servizio e, contemporaneamente, a giustificare l’entità dell’investimento nella piscina. “Il sottoscritto aveva invece chiesto tale dato: al 25 luglio, il numero degli ingressi in piscina era di 2.145 persone. Si consideri che la piscina di Pandino al 6 agosto aveva fatto 12.471 ingressi. Alla luce anche di questo solo dato non era prevedibile l’esito? La “tegola” sarebbe stata davvero così improvvisa?”.

Anche per Coti Zelati il Comune ha prestato soldi “alla leggera” con la “scusa” di dover garantire un servizio per “tutti”, cosa che, a conti fatti e numeri alla mano, non è avvenuta. L’esito della grande strategia è questa: una piscina che non ha funzionato d’estate, una società che è in concordato preventivo, un credito di 150.000 € che, a parere di chi scrive, difficilmente il Comune rivedrà per intero”. Insomma rimane un grandissimo punto di domanda su ciò che avverrà nel futuro per la piscina comunale: “È ovvio chiedersi quindi quanti soldi il Comune di Crema dovrà mettere sul tavolo per provare (e non riuscire!) a riaprire la piscina almeno per la prossima estate. Avevamo votato a favore dell’affidamento della gestione ma la condizione era che ci fossero sia la capacità e la volontà di controllare l’andamento della gestione stessa, sia la possibilità di dirsi onestamente che la gestione potesse non funzionare”. L’esponente de La Sinistra parla, invece, di fallimento della vigilanza comunale, aggravato “regalando” soldi a SM: forse serve un mea culpa pubblico invece della solita supponenza“.