Terzo Settore – Sul fronte Covid le raccomandazioni del Prefetto

Il Terzo Settore, la sua importanza sociale, il rapporto con la Prefettura, le amministrazioni locali e l’autorità sanitaria in questo momento cruciale della nostra storia recente, sono stati i temi del confronto voluto dal Prefetto di Cremona, dott. Vito Danilo Gagliardi, con il mondo delle cooperative e dell’associazionismo. In videoconferenza il signor Prefetto ha chiamato a raccolta i rappresentanti di un ambito rivelatosi ancor più essenziale nel periodo della pandemia. Lo ha fatto per ringraziarlo e per chiedere massima collaborazione ora che la seconda ondata si sta facendo sempre più prossima.

“In questo scenario – ha evidenziato il dottor Gagliardi – il Terzo settore, nelle sue molteplici articolazioni, si sta rivelando nella sua completezza, dimostrando il suo ruolo imprescindibile per sostenere la precarietà delle condizioni di lavoro e di vita che stanno colpendo strati sociali sempre più estesi della popolazione. Le realtà del terzo settore e del volontariato si sono trovate a fronteggiare un’emergenza che da sanitaria è divenuta ben presto anche sociale. Uno dei tratti più salienti di questa nuova stagione del terzo settore è stato (e deve essere) la collaborazione stretta con i Comuni. Una ripartenza è possibile attraverso processi e sinergie che favoriscano la collaborazione locale tra terzo settore, pubblica amministrazione e società civile nel suo complesso, incoraggiando l’integrazione di competenze e di ruoli”.

Il Prefetto ha fatto quindi appello alle associazioni perché cerchino di contemperare la necessità di ridurre attività che comportino rischi d’assembramento con il bisogno di offrire ai fruitori dei servizi offerti dal comparto momenti di svago e di arricchimento: “Le conseguenze della pandemia hanno comportano necessariamente uno stop ad attività di tipo formativo, culturale e ricreativo, come anche viaggi e visite guidate per soggetti più fragili. Tutti sappiamo l’importanza che possono avere dal punto di vista terapeutico attività di questo tipo per il benessere delle persone più fragili, tutti siamo consapevoli della loro complementarità nell’ambito di un percorso di assistenza e di cura in favore di determinate categorie di soggetti. Proprio per questo motivo suona ancora più doloroso il sacrificio che però è necessario compiere in questo particolare momento date le circostanze attuali che richiedono di ridurre occasioni di contagio e quindi di spostamento. È certo che le energie e le competenze viste all’opera nei mesi scorsi torneranno nuovamente a scorrere, anzi non hanno mai smesso di farlo, ma sempre senza correre rischi ed accettando alcuni compromessi e sacrifici obbligati, magari rimodulando la propria azione per evitare quelle situazioni, come viaggi o visite organizzate, che possano paradossalmente trasformarsi in un boomerang per il virus e contro chi invece vuole aiutare”.