DIOCESI – Andrea Berselli ammesso tra i candidati agli Ordini sacri

Andrea Berselli davanti al vescovo Daniele durante il rito di ammissione

“In questo giorno in cui si fa memoria di San Giovanni Paolo II, che tanto aveva a cuore le vocazioni, a lui affidiamo il nostro Andrea che oggi dice pubblicamente il suo ‘Eccomi’ iniziando il cammino verso l’ordinazione presbiterale”. Sono le parole che il vescovo Daniele ha pronunciato la sera di giovedì 22 ottobre in Cattedrale a Crema, all’inzio della santa Messa nella quale si è svolto il “rito” dell’ammissione del seminarista Andrea Berselli tra i candidati agli Ordini sacri. Per lui – classe 1990, originario della comunità cittadina di San Carlo – è il primo passo ufficiale verso il sacerdozio.

Nel rispetto delle norme anti-Covid, in Cattedrale erano presenti i genitori e i familiari di Andrea, unitamente agli amici che il “Berse” ha conosciuto con la sua attiva presenza nell’Unità pastorale di Crema Nuova-San Carlo-Santa Maria dei Mosi, nell’Azione Cattolica e nella Pastorale giovanile diocesana.

Sull’altare, insieme al Vescovo, i rettori del Seminario interdiocesano don Gabriele Frassi e don Anselmo Morandi, i seminaristi compagni di studi, il vicario generale don Maurizio Vailati, il parroco dell’Unità pastorale di Crema Nuova-San Carlo-Santa Maria dei Mosi don Francesco Ruini e, tra gli altri preti, don Roberto Sangiovanni e don Attilio Premoli, parroci di Monte e Vaiano Cremasco dove Andrea sta prestando servizio.

Dopo il Vangelo, proclamato dal diacono permanente Alessandro Benzi, l’omelia di monsignor Gianotti che ha utilizzato il concetto di anestesia per offrire a tutti, in particolare ad Andrea, importanti indicazioni. L’anestesia, ha detto, è importante per placare il dolore ma, a volte, si rischia di farne “una specie di ideale o, se vogliamo, di ‘stile’ di vita. Succede ogni volta che cerchiamo di allontanare da noi ciò che ci disturba, ci tormenta, ci dà pensieri o preoccupazioni. È comprensibile; ma poi l’ideale di una vita anestetizzata ci fa scantonare anche rispetto alle passioni, ai desideri grandi e forti, ai progetti di vita impegnativi ed esaltanti: per scegliere vie più comode, più rassicuranti, senza troppe sorprese, cercando di scansare gli incidenti di percorso…”.

Gesù, ha però ammonito il vescovo Daniele, “non cerca una vita anestetizzata, comoda, ovattata: brucia di passione, perché sa di essere ‘venuto a gettare fuoco sulla terra’. Gesù brucia di una passione, che è l’amore del Padre e il desiderio di compiere la sua opera, perché il suo regno si realizzi in questo mondo e l’amore di Dio possa essere conosciuto e accolto da tutti. Gesù sa che nessuna grande passione, nessun grande desiderio è realizzabile se non si accetta il rischio di passare attraverso tribolazioni, di vivere dunque la passione anche in quell’altro senso, quello della sofferenza e della prova. E Gesù sa che una vita che non si lasci attraversare da questa passione, che non corra questo rischio, è una vita vana, triste”.

Rivolgendosi ad Andrea, monsignor Gianotti ha detto: “La scelta di cui dai pubblica testimonianza, impegnandoti davanti alla nostra Chiesa di Crema a portare a compimento la tua preparazione verso il ministero presbiterale, ci dice che hai scelto la via di Gesù; che non ti vuoi accontentare di una vita ‘a scartamento ridotto’, ma desideri partecipare alla passione di amore del Signore Gesù, al fuoco che brucia nel suo cuore, senza lasciarti intimorire dall’impegno che ciò comporta. La tua scelta parla a tutti e ci ricorda che non si può essere discepoli di Gesù e suoi amici accontentandosi di tenere la nostra barchetta vicina alla riva che dà sicurezza e non pone problemi. San Giovanni Paolo II aveva consegnato alla Chiesa, al termine del Giubileo del 2000, il comando del Signore a Pietro: ‘Prendi il largo e getta le reti per la pesca’”.

Si può prendere il largo in tanti modi, situazioni e contesti di vita, secondo la varietà delle chiamate che lo Spirito suscita nella Chiesa. “Noi – ha terminato il Vescovo – ti siamo grati perché ce lo ricordi accogliendo la chiamata di Dio per il ministero presbiterale; ti assicuriamo il nostro sostegno di preghiera e amicizia, perché tu possa portare a compimento la tua formazione e arrivare così a servire Dio e i fratelli nel ministero che ti sarà affidato. Ti auguriamo, soprattutto, di lasciarti sempre attraversare dal fuoco della passione che sta al cuore di Gesù, vivendo questo tempo di formazione in grande comunione con Lui, cercando di conoscerlo sempre meglio e di amarlo sempre più”.

Quindi il “rito” dell’ammissione tra i candidati agli Ordini sacri, con Andrea che, chiamato dal rettore don Gabriele, ha detto “Eccomi”. Si è poi posto davanti al Vescovo che gli ha domandato se, in risposta alla chiamata del Signore, desidera portare a termine la preparazione e impergnarsi nella formazione spirituale. Andrea ha risposto: “Sì, lo voglio”. E monsignor Gianotti, prima della preghiera di benedizione, ha concluso: “La Chiesa accoglie con gioia il tuo proposito. Dio, che ha iniziato in te la sua opera, la porti a compimento”.