CGIL/CISL/UIL LOMBARDIA – Didattica a distanza? “Così si va a ritroso nel tempo”

Comunicato stampa Cgil, Cisl e Uil Lombardia sulla decisione della Regione di obbligare le scuole superiori alla didattica a distanza.

“L’Ordinanza n.623 del 21 ottobre rischia di farci tornare a ritroso nel tempo. L’indicazione perentoria alle scuole secondarie superiori e agli istituti professionali (IeFP) di riportare la didattica prevalentemente in modalità a distanza è una misura drastica, dalla quale sarà difficile tornare indietro e che i ragazzi non possono permettersi dopo mesi di attività da remoto. Siamo ben consapevoli del preoccupante andamento della curva epidemica ma siamo altrettanto consci degli effetti di esclusione dal diritto allo studio che il ritorno alla prevalenza della didattica a distanza rischia di produrre, sommandosi ai ritardi nell’apprendimento già cumulati e che abbiamo più volte evidenziato. Se vogliamo affrontare il nodo del rapporto fra scuola e Trasporto Pubblico Locale, abbiamo il dovere di realizzare le misure di potenziamento che abbiamo già proposto, impiegando le risorse ora rese disponibili dal Governo. Per noi è altrettanto fondamentale garantire la sicurezza si tutti i soggetti coinvolti, siano essi lavoratrici e lavoratori, afferenti all’ambito pubblico e privato, a qualsiasi titolo coinvolti nella produzione ed erogazione del servizio, oltre agli utenti stessi, quindi passeggeri del TPL, studentesse e studenti. A questo scopo si devono attivare tutti i protocolli di sicurezza previsti dai vari Dpcm, dalle linee guida ministeriali, e dalle ordinanze regionali che avrebbero dovuto costituire il riferimento essenziale per la predisposizione dei protocolli per la prevenzione del contagio da Covid sia delle scuole che degli istituti formativi, oltre che nelle varie agenzie di TPL. Il confronto che sollecitiamo a livello regionale, deve essere l’occasione per valutare quali controlli sono stati attuati a carico delle aziende. La sicurezza sui mezzi di trasporto deve essere garantita dalle aziende di TPL e non possono ricadere su lavoratrici e lavoratori e, di conseguenza, sulla stessa utenza. Chiediamo con urgenza al presidente Fontana un approfondimento e una riflessione comuni sulla misura adottata, con l’obiettivo di consentire una organizzazione flessibile e mista delle attività scolastiche fra presenza e DAD, ad effettiva tutela del diritto allo studio e della salute delle comunità”.