VIALE SANTA MARIA – Troppi pericoli: aree in disuso di facile accesso, così non va!

Il vicolo di fianco all'ex "Scoglio", senza barriere

Avevamo già portato all’attenzione dell’amministrazione comunale – con alcuni servizi ad hoc – diversi pericoli legati alle zone “abbandonate” della città. A pochi passi dal centro storico! Tra queste l’ex “scuola di Cielle” (con le deboli reti del perimetro divelte in più punti e, tra le altre cose, rifiuti accatastati e una tenda all’interno), oppure le villette a schiera abbandonate da anni nell’omonima frazione lungo il canale Vacchelli: anche qui accesso “libero” a chiunque, recinzioni crollate e segnalazioni di irregolari presenze. 

Oggi è il turno di viale Santa Maria, che presenta non una, ma più situazioni potenzialmente a rischio. La prima, nei pressi dell’ex Ferriera, è nota per i recenti fatti di cronaca: la donna trovata cadavere quest’estate e un incendio spento dai vigili del fuoco la scorsa settimana (sono stati allontanati due senzatetto). Pompieri che sono intervenuti anche in questi giorni per domare un altro piccolo focolare: li abbiamo visti in diretta. Bene, ma non benissimo, recita una nota canzone. Dopo il nostro sopralluogo odierno – a parte la vegetazione potata, pensiamo proprio dai vvff – segnaliamo a chi di dovere che entrare nella zona è semplicissimo: le barriere arancioni, peraltro inutili, sono state rimosse con facilità e ci si può immettere nella proprietà senza che neppure un cartello vieti l’accesso. Ad accoglierci alcuni gatti, subito fuggiti alla nostra vista: qualche “gattara” ha costruito per loro un paio di ripari, ma in un luogo che sarebbe meglio non frequentare… Sul posto bottiglie rotte, segno di passaggio di persone e, percorrendo un passaggio sulla destra – tra il cantiere del nuovo supermercato e il muro di cinta del ristorante abbandonato “Lo Scoglio” – la possibilità di entrare nella struttura, un tempo attiva come albergo. Anche qui, da lontano, si notano sedie e tavoli, porte e finestre aperte e l’impressione è che qualcuno frequenti l’immobile. Alcuni vestiti penzolano dalla finestra. Cumuli di cenere denotano recentissimi fuochi accesi per scaldarsi. Ci chiediamo: perché non sbarrare l’ingresso su strada e inchiodare porte e finestre della struttura? I pericoli sono dietro l’angolo: dalla caduta dall’alto per chi entra, all’incendio, come già accaduto. I proprietari andrebbero obbligati a impedire ogni possibile ingresso. Ne va della sicurezza di tutti.

Restiamo su viale Santa Maria. A metà strada tra il quartiere e il passaggio a livello, il forte vento di queste settimane ha fatto crollare una parte della cancellata dell’ex Everest. Il nastro biancorosso legato da qualcuno non basta a impedire l’accesso in quest’area che è bonificata dall’amianto, ma non esente da possibili problematiche legate alla sicurezza: mucchi di macerie, anche ferrose, campeggiano all’interno, con un paio di biciclette abbandonate (probabilmente rubate e poi gettate qui). Anche in questo caso con poco sarebbe possibile chiudere ogni possibilità d’accesso. Meglio provvedere quanto prima.  L’amministrazione ha recuperato la zona della stazione, metterà mano al sottopasso, ma nel frattempo le priorità sono queste, risolvibili con poco impegno. 

Infine l’ex casa del “casellante” vicino ai binari. Più di una volta ci è stata la presenza di persone al suo interno. La casa, disabitata da anni, sarebbe occupata, almeno saltuariamente. In questo preciso momento non abbiamo conferme dirette di tale situazione, ma la guardia non va abbassata. Crema, bella città di provincia, non è esente da problemi di decoro e sicurezza, anche di una certa rilevanza. Prima che altri fatti di cronaca nera riempiano le pagine nazionali, meglio mettere mano agli accessi degli spazi in disuso (ex fabbriche abbandonate, ecomostri) o vigilare sui soliti ignoti al campo di Marte,  al parcheggio del supermecato di via Stazione (di fronte alla Sanitas), o in viale Repubblica…