ANMIL – Celebrata a Crema la settantesima “Giornata per le vittime sul lavoro”

Stamattina, presso il monumento di piazza Marconi, l’Anmil, insieme all’amministrazione comunale, ha ricordato gli infortunati e i morti sul lavoro, nello spirito della missione dell’associazione, giunta al suo 70° d’attività. Un traguardo importante messo in evidenza da Mario Andrini, ex presidente territoriale oggi nel direttivo nazionale e dal sindaco Stefania Bonaldi. Presenti l’assessore comunale Cinzia Fontana, il consigliere regionale Pd Matteo Piloni, alcuni cittadini, e don Giorgio Renzi, che ha pregato con i presenti e impartito la benedizione. Durante la breve cerimonia è stata anche collocata una corona d’alloro a ricordo delle vittime sul lavoro. Ad accompagnare l’iniziativa il suono della tromba.

“Un grazie ai nostri delegati che anche durante la pandemia hanno supportato i soci. Anzi, ricordiamo il delegato di Camisano, Battista Agnelli, che è scomparso in questi mesi”, ha esordito Andrini. Il quale ha sottolineato le 23 cause aperte e le richieste avanzate al Governo e all’Inail in merito agli infortuni sul lavoro e il Covid. “Purtroppo le nostre iniziative quest’anno non potranno tenersi se non in forma ridotta – ha aggiunto ancora Andrini per l’Anmil –. L’inaugurazione delle nuova sede di Crema, in via Capergnanica 8 h, in ogni caso, è solo rimandata all’anno venturo”.

“Una ricorrenza questa, come le altre colpita dalla pandemia del Covid-19, che non solo impone, come per tutti gli eventi e i momenti pubblici, di rideterminare le modalità organizzative, ma che condiziona anche i contenuti di questa giornata, perché è evidente che il virus, che si è insinuato ovunque, entra prepotentemente anche nel mondo del lavoro, ampliando i rischi che ne compromettono la sicurezza”, ha dichiarato Bonaldi. I dati dei primi otto mesi dell’anno sono significativi, ed evidenziano come le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e agosto siano state 322.132 (-22,7% rispetto allo stesso periodo del 2019), 823 delle quali con esito mortale (che è il +20,1% dell’anno prima). “Dati fortemente influenzati dal Coronavirus, che ha influito sia sul minor numero di infortuni, dato il lockdown imposto nella primavera scorsa, ma purtroppo anche sull’incremento delle mortalità sul lavoro, anch’esse acuite dalla pandemia. Difficile, anzi impossibile e disumano creare una graduatoria di importanza, ogni infortunio e ogni morte sul lavoro è un fatto gravissimo e da scongiurare, e il nostro territorio, la nostra Provincia, ne sa qualcosa, perché anche questo 2020 è stato funestato da molti, troppi incidenti, anche mortali, accaduti sul lavoro”, ha commentato il sindaco.
Eventi gravissimi che chiamano in causa una azione collettiva di sensibilizzazione e promozione della cultura della sicurezza e della prevenzione in ambiente di lavoro, così come di intensificazione dei controlli da parte degli Enti a ciò deputati. “Certo, in questo particolare e complicato 2020, vengono ad aggiungersi anche coloro che hanno contratto il Covid-19 in ambiente di lavoro e, in taluni casi ne sono stati sopraffatti. Un pensiero particolare, fra costoro, senza dimenticare tutti gli altri, va allora a tutti quegli operatori e operatrici che lavorano nel comparto sanitario e che nell’esercizio della propria missione di cura e assistenza si sono ammalati. Dall’inizio dell’epidemia in Italia hanno perso la vita 178 medici, una triste contabilità che si aggrava poi considerando gli altri operatori della salute, si stimano oltre una quarantina di infermieri e poi altri profili di tecnici della salute, per un numero complessivo di circa 30.000 contagi, dato purtroppo molto dinamico, perché non è ancora finita”, ha concluso il primo cittadino.

Dunque, i sentimenti di questa giornata, accanto all’impegno collettivo dei cittadini, dei corpi intermedi, delle imprese e delle parti sociali, come delle Istituzioni, sono stati indirizzati ancora una volta a chiedere ambienti del lavoro sempre più sicuri e tutelati, e verso la gratitudine alle vittime sul lavoro della pandemia, donne e uomini che hanno perso la vita mentre lottavano per salvare le nostre.