DAL CONSIGLIO COMUNALE – Beretta (FI): “Incrocio pericoloso e lettera persa, è inaudito”

È approdato nel Consiglio di giovedì sera anche “il caso” dell’incrocio tra via Prati e via Del Novelletto a Santa Maria della Croce, quest’estate portato all’attenzione della stampa da Simone Beretta (FI). Un incrocio definito dal forzista Beretta “piuttosto pericoloso”, dopo che i privati proprietari dell’area hanno sostituito la recinzione: da una rete metallica e una cancellata con pannelli ciechi. Secondo Beretta e alcuni residenti, che hanno avviato una raccolta firme, ora uscire su via Montanaro è – appunto – pericoloso.
Con il leghista Tiziano Filipponi, il consigliere azzurro ha dunque depositato l’interrogazione discussa l’altra sera, cui ha replicato l’assessore all’Urbanistica Cinzia Fontana. Chiarendo che la procedura relativa all’intervento è stata effettuata tramite Cila e depositata lo scorso 5 giugno come “manutenzione straordinaria”. L’ufficio Tecnico – ha informato – ha verificato la conformità delle opere realizzate e anche un legale per un parere pro veritate ha confermato la regolarità.

“Sono contento che sia tutto legittimo dal punto di vista dei lavori – ha affermato Beretta – ma resta il fatto che è stata persa una lettera della Soprintendenza. E questo è gravissimo”. Missiva del 24 maggio 2019 inviata a Regione, Provincia e Comune, dove era spiegato che quell’area poteva essere acquisita dall’Ente comunale per soli 5.000 euro, esercitando il diritto di prelazione. Infatti vi si trova una santella “protetta”, quindi di patrimonio pubblico.
“Qualcuno non ha comunicato a sindaco e Giunta che c’era questa lettera che consentiva al Comune di diventare proprietario dell’area? Il tema è questo! – s’è scaldato l’ex assessore della Giunta Bruttomesso –. Consentire di mettere quei pannelli, poi, grida vendetta a Dio e voglio gli atti per capire chi ha concesso l’intervento che impedisce la visuale a chi passa. Basta andare a vedere sul posto per capire il pasticcio. A chi è arrivata la lettera e perché non ha messo a conoscenza sindaco e Giunta? 5.000 euro non erano nulla”. 

Beretta ha chiarito di essere arrabbiato “con struttura e amministrazione, non col privato – ha affermato alzando la voce –. Assessore lei mi ha scritto due pagine per non dire la verità e mi spiace spendiate i soldi per l’avvocato. I residenti hanno perfettamente ragione a lamentarsi. La mia preoccupazione è per una struttura che riceve documenti così importanti, che poi spariscono. C’è qualcosa che non va. Qualcuno su questa partita ha giocato contro l’interesse della città”. Parole forti, con la richiesta al Consiglio di avviare una procedura di accordo o esproprio dell’area. “Il fatto è di una gravità inaudita. Il Comune espropri quell’area – ha chiosato Beretta – perché se non lo fa sbaglia due volte”.