TEATRO SAN DOMENICO – Torna la prosa, a novembre, due date!

Per la stagione Intrecci+ il teatro San Domenico propone due appuntamenti con la prosa, per il mese di novembre: “Vogliamo con questo riportare  la gente in teatro; offriamo una sala teatrale santificata, con tutte le attenzioni per garantire la sicurezza: dal distanziamento (i posti sono alternati e sfalsati per una platea a scacchiera), ai gel igienizzanti fino ai molti ingressi per non creare assembramenti” ha chiarito il presidente della Fondazione San Domenico Giuseppe Strada mercoledì mattina presentando le due date.

Si torna dunque a teatro, con la prosa, sabato 14 novembre, ore 21 con Oblivion Rhapsodi, uno spettacolo di e con gli Oblivion. Uno show per festeggiare l’anniversario dei primi dieci anni di tournée insieme, la summa dell’universo Oblivion. In piena crisi di mezza età i cinque rigorosi cialtroni sfidano sé stessi con un’inedita e sorprendente versione acustica della loro opera omnia. Uno spettacolo che toglie tutti i paracadute per arrivare all’essenza dell’idiozia: cinque voci, una chitarra, un cazzotto e miliardi di parole, suoni e note scomposti e ricomposti a prendere nuova vita. Per la prima volta gli Oblivion saliranno sul palco nudi e crudi per distruggere e reinventare le loro hit, dopo aver sconvolto senza pietà quelle degli altri.

Quindi, sabato 28 novembre, sempre, alle ore 21, sarà la volta de Le allegre  comari di Windsor, dall’omonimo testo di William Shakespeare e per la regia di Serena Sinigaglia.

La scrittura di Edoardo Erba e la regia della Sinigaglia riadattano, tagliano e montano con ironia Le allegre comari di Windsor, innestando brani, suonati e cantati dal vivo dal Falstaffdi Verdi. In scena solo la signora Page, la signora Ford, la giovane Anne Page e la serva Quickly, che danno parola anche ai personaggi maschili, assenti ma molto presenti: mariti, amanti, e, soprattutto, il più grande, non solo per stazza, Falstaff. Da lui tutto comincia e con lui tutto finisce. Le lettere d’amore che il Cavaliere invia identiche alle signore Page e Ford sono lo stimolo per trasformare il solito barboso e very british pomeriggio di tè in uno scatenato gioco dell’immaginazione, del desiderio, del divertimento. “Punire” quel porco di Falstaff, che osa far loro esplicite richieste d’amore, diventa il grimaldello per sentirsi ancora vive. Senza Falstaff, non ci sarebbe divertimento o sfogo per le signore Page e Ford, che, come le Desperate Housewives, sono donne di mezza età, borghesi, annoiate e un pizzico bigotte, con routine consolidate, mariti assenti e desideri sopiti. “Per la sua ostentata dissolutezza in Falstaff si possono scorgere dei tratti di Don Giovanni e respirare aria buona di libertà; nella sua evidente “decadenza” si rispecchia quanto di più umano e disarmato si possa concepire», ci racconta la Sinigaglia, che ha voluto in scena anche una fisarmonicista che, oltre a suonare dal vivo le note di Verdi, interpreta Fenton, il grande amore di Anne, un ruolo ‘en travesti’ – prosegue – come vuole la tradizione shakespeariana (ma al contrario!)”.

Per entrambi gli spettacoli i biglietti sono posti in vendita al costo di 20 euro. Acquisto già possibile online sul sito www.teatrosandomenico.com