APERTO QUESTA SERA L’ANNO PASTORALE

“Gesti e parole per ricominciare” è il titolo dell’evento con il quale, questa sera in cattedrale alle ore 21, il vescovo Daniele e la comunità diocesana hanno aperto l’anno pastorale. Un momento di preghiera e di riflessione rinnovando la speranza per i prossimi mesi che non saranno facili.
A causa delle norme sanitarie anti-Covid in cattedrale erano stati riservati posti per i membri del Consiglio Pastorale Diocesano, del Consiglio Presbiterale Diocesano e per un rappresentante di ogni comunità parrocchiale. Buona comunque la presenza. Inoltre la celebrazione è stata trasmessa da Radio Antenna 5 e sul canale YouTube de Il Nuovo Torrazzo raggiungibile anche dal sito della Diocesi:  www.diocesidicrema.it., per cui la comunità in preghiera era più vasta dei presenti in Duomo.

La liturgia è iniziata con il canto di invocazione allo Spirito Santo, seguita – dopo la preghiera di apertura – da una serie di acclamazioni a Gesù, “Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre”, intercalate dalle celebri lettere alle sette Chiese riportate all’inizio dell’Apocalisse. Un momento effettivamente emozionante.
È seguita la lettura della Parola di Dio: il brano della Genesi nel quale si racconta la lotta di Giacobbe con Dio, al quale chiede la benedizione e dalla quale resterà segnato all’anca, zoppicando per il resto della vita.
Nella seconda lettura san Paolo esorta i Corinzi a non accogliere invano la grazia di Dio; nel Vangelo infine è stato raccontato il miracolo del cieco di Betsaida.
Testi che il vescovo Daniele ha commentato nella sua omelia, intercalata da una pausa di riflessione accompagnata dall’organo.

“Apriamo questo anno pastorale con una modalità inconsueta – ha detto mons. Gianotti -. Un segnale che molte cose non sono ancora entrate nella normalità. Una delle nostre abitudini più importanti è quella del convenire, che è il significato della parola Chiesa, convocata da Dio attorno a Cristo per essere segno di salvezza per tutta l’umanità. Il vertice di questo convenire è la Messa domenicale. Una Chiesa che non può radunarsi – ha continuato – è una chiesa azzoppata, come abbiamo letto nella prima lettura. Magari da questa situazione impareremo a fare meno riunioni, ma più efficaci. In questo anno pastorale si pone la necessità di fare discernimento.”
Il Vescovo ha informato che consegnerà alla comunità diocesana una lettera già presentata al CPd. Una lettera che si inserisce nel cammino e negli orientamenti degli anni scorsi, non ancora realizzati per via del Covid e che hanno tre punti fermi: le unità pastorali, una ministerialità più ampia, una Chiesa più missionaria.

E ha suggerito un glossario di sette parole, che dovranno accompagnare la diocesi nel prossimo anno:
Abbandono confidente in Dio: la via privilegiata per farlo è quella della preghiera;
– Ascolto di Dio e della sua Parola nella preghiera e nell’adorazione;
– Celebrazione: la consegna, nelle prossime settimane, della nuova edizione del Messale, potrà offrire spunti e occasioni per rilanciare le celebrazioni liturgiche;
– Uscita: Andare verso i luoghi di vita degli uomini e donne del nostro tempo, verso le case, verso le «periferie»… Ma anche venire, perché non si dà vita della comunità cristiana senza il radunarsi insieme dei credenti;
– Generazioni: una sollecitazione per l’attenzione agli anziani, ai bambini, ai ragazzi e giovani;
– Solidarietà: non basta lo sguardo «emergenziale» della crisi, dovremo impegnarci a dare un contributo a nuove situazioni di povertà, rispetto a quelle più «tradizionali»;
– Condivisione: apertura e aiuto reciproco all’interno della Chiesa, ma anche verso tutte le realtà con le quali possiamo lavorare per il bene degli altri.
“Sarà un anno molto particolare, ha concluso mons. Gianotti. Proprio pensando a questo ho proposto brani biblici che ci mostrano difficoltà superate con la grazia di Dio. La pandemia ci ha azzoppato come Giacobbe, anche se sentiamo la presenza divina. Come il cieco del Vangelo cominciamo vedere qualcosa con contorni un po’ vaghi, ma non ci allontaniamo da Gesù che ci porterà a vedere pienamente.”

Tutti in piedi, di seguito, per una lunga preghiera di intercessione e di missione: “Se il Padre vi chiama al compito degli Apostoli come testimoni dell’unico Pastore, beati voi!”. E la risposta dell’assemblea: “Rallegratevi ed esultate! I vostri nomi sono scritti nei cieli. Rallegratevi ed esultate! I vostri nomi sono scritti nel cuore di Dio.” 

Al termine il Padre Nostro, la benedizione solenne del vescovo Daniele all’assemblea e il canto della Salve Regina.