Crema – Spedizione punitiva a danno di un extracomunitario, tre italiani indagati dalla Polizia

Il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Crema ha assicurato alla giustizia tre giovani italiani tutti residenti a Crema, (età compresa tra 20 e 42 anni) per concorso nei reati di minacce gravi e lesioni personali aggravate, ai danni di un extracomunitario, richiedente protezione internazionale e domiciliato in un centro accoglienza.

I fatti in questione si sono verificati la sera del 16 settembre 2020. Una segnalazione giunta al commissariato indicava come un ragazzo di colore fosse stato poco prima aggredito. Sul posto la volante trovava lo straniero “che presentava ferite al volto – spiega il vicequestore Bruno Pagani – e che riferiva che mentre si accingeva a raggiungere a piedi il proprio domicilio era stato bloccato da un soggetto sceso da un’autovettura condotta da un complice che gli impediva di proseguire il cammino. L’uomo lo minacciava dicendogli “Ti uccido” e mostrandogli una pistola che nascondeva sotto la maglietta. Non pago lo colpiva al volto. L’aggressione si interrompeva sopo per l’arrivo di alcuni passanti che inducevano la fuga dell’aggressore”.

Mentre il giovane veniva soccorso da personale sanitario e condotto all’ospedale (per lui prognosi di guarigione di 10 giorni) i poliziotti avviavano le indagini. “L’attività investigativa basata sulla visione dei filmati della videosorveglianza cittadina, sull’analisi dei telefonini degli indagati, sulle perquisizioni e sequestri, sulle testimonianze delle persone presenti in loco e sulle individuazioni fotografiche, permetteva di ricostruire i fatti in questione ed appurare che quanto accaduto era stata una vera e propria spedizione punitiva, preordinata e preparata dai tre indagati, originata da un precedente episodio avvenuto il giorno prima, nel quale uno di loro aveva avuto una discussione con l’extracomunitario all’esterno di un esercizio commerciale. La vittima nell’occasione aveva preso le difese di un altro straniero con cui il giovane italiano stava discutendo per futili motivi. Quest’ultimo si accordava con i due sodali per vendicarsi dell’affronto subito e l’azione ritorsiva veniva attuata la sera del 16 settembre”.

Le successive perquisizioni eseguite presso le abitazioni degli indagati, hanno permesso alla Polizia di rinvenire 2 pistole a gas compresso, una delle quali utilizzata per minacciare la vittima. Sono in corso da parte degli inquirenti ulteriori approfondimenti per valutare l’applicazione dell’aggravante della discriminazione o odio etnico o razziale.