UNITÀ PASTORALE – Santa Maria, Santo Stefano e Sant’Angela: insieme, tutti operai alla vigna del Signore

È da poco terminata – all’oratorio di Sant’Angela in via Bramante – la celebrazione che ha solennemente ufficializzato l’unità pastorale tra le parrocchie di Santa Maria della Croce, Santo Stefano in Vairano Sant’Angela Merici.

A presiedere l’eucarestia il vescovo Daniele, circondato dai Missionari dello Spirito Santo (il parroco di Santa Maria padre Armando Tovalin lo è diventato anche delle altre due parrocchie). “Siamo pieni di gioia e speranza per questa avventura che sta per cominciare – ha introdotto una voce guida –. Disponiamo i nostri cuori fiduciosi che la luce del Signore ci accompagni in questo viaggio”. Dall’altare, circondato dai MSps (fratel Walter, padre Daniel, padre Armando e padre Arnold), presenti anche don Marco Lunghi e don Bruno Ginelli, monsignor Gianotti introducendo la funzione al tramonto ha esclamato: “Per noi questa è un’alba: quello che comincia stasera è un cammino già avviato nei mesi scorsi. Ringraziamo don Bruno per aver percorso i primi passi dell’Unità e padre Lucio che è arrivato da Milano per fare festa con noi”. Un grazie anche a don Marco Lunghi, sacerdote nativo di Santa Maria che ha concelebrato la Messa.

OPERAI ALLA VIGNA DEL SIGNORE

Commentando la parabola dell’evangelista Matteo, sua eccellenza ha spiegato che “c’è un posto per tutti e a qualsiasi orario nella vigna del Signore. “Questo il primo messaggio che cogliamo in questa celebrazione dell’Unità”. Dio affida nelle nostre mani l’opera che gli sta a cuore: “Noi siamo i suoi discepoli e possiamo portare molto frutto. La vigna è un’immagine di ciò che Dio vuole per l’intera umanità: che essa sia una realtà feconda e ricca di frutti”.
“Nella Chiesa e nelle singole comunità – ha proseguito il vescovo Daniele – si dovrebbe vedere un’umanità rinnovata in cui fiorisce la vita di Dio. Nella Chiesa ogni discepolo è chiamato a essere operaio” e a contribuire vivendo la propria adesione a Gesù nella vita quotidiana e nei rapporti tra le persone. “È lì che Dio, innanzitutto, cerca la nostra collaborazione e tutto questo avviene anche nelle attività proprie di una comunità”. Tutti, insomma, siamo chiamati a dare una mano, nella Sua vigna c’è spazio per ciascuno di noi. Il Vescovo ha sottolineato che “nell’Unità pastorale si lavora non per essere riconosciuti e apprezzati, ma con l’aiuto di Dio, capendo che la ricompensa alla quale ambire è che ‘Dio mi ha fatto il dono di farmi lavoratore della Sua vigna’, mi ha trovato degno di partecipare alla sua opera”. Se ci si pone in quest’ordine di idee, mettendo da parte rivalse e campanilismi, l’unità pastorale, affidata alla Madonna di Santa Maria della Croce, potrà crescere come la vigna del Signore. A don Bruno il compito di leggere il decreto vescovile con cui padre Armando è divenuto parroco anche di Santo Stefano e Sant’Angela; già lo era di Santa Maria. L’unità s’è quindi costituita, con la consegna simbolica al parroco delle chiavi della nuova realtà e l’augurio di monsignor Gianotti “di ogni bene a servizio della Chiesa”.

LA PREGHIERA DELL’UNITÀ

Nella bellissima cartolina distribuita prima della celebrazione campeggiano le immagini delle tre chiese di Santa Maria della Croce, Sant’Angela Merici e Santo Stefano in Variano con la preghiera dei Missionari dello Spirito Santo ideata per l’occasione: “Signore, con la gioia nel cuore e il tuo spirito nell’anima, fa che camminiamo insieme come una sola famiglia convinti e appassionati dal tuo amore. Ridesta in noi la fede e la grinta missionaria. Cammina con noi e donaci l’unità. Santa Maria della Croce prega per noi”.