Papa Francesco incontra i membri della Fondazione Banco Farmaceutico e ribadisce l’importanza di globalizzare la cura

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“Ripeto che sarebbe triste se nel fornire il vaccino si desse la priorità ai più ricchi, o se questo vaccino diventasse proprietà di questa o quella Nazione, e non fosse più per tutti. Dovrà essere universale, per tutti”. Papa Francesco torna a ribadire l’importanza di garantire vaccini accessibili a tutti, soprattutto alle fasce più povere della popolazione.
Lo aveva chiesto il 19 agosto scorso nel corso di un’udienza generale incentrata sulla pandemia. Questa mattina, incontrando i membri della Fondazione “Banco Farmaceutico”, il Papa è tornato sull’argomento.
“Chi vive nella povertà, è povero di tutto, anche di farmaci, e quindi la sua salute è più vulnerabile”, ha detto. “A volte si corre il rischio di non potersi curare per mancanza di soldi, oppure perché alcune popolazioni del mondo non hanno accesso a certi farmaci”. Nel suo discorso, il Papa ha parlato di una “marginalità farmaceutica”. “Questo crea un ulteriore divario tra le nazioni e tra i popoli”.
Da qui il suo monito: “Sul piano etico, se c’è la possibilità di curare una malattia con un farmaco, questo dovrebbe essere disponibile per tutti, altrimenti si crea un’ingiustizia. Troppe persone, troppi bambini muoiono ancora nel mondo perché non possono avere quel farmaco che in altre regioni è disponibile, o quel vaccino. Conosciamo il pericolo della globalizzazione dell’indifferenza. Vi propongo invece di globalizzare la cura, cioè la possibilità di accesso a quei farmaci che potrebbero salvare tante vite per tutte le popolazioni. E per fare questo c’è bisogno di uno sforzo comune, di una convergenza che coinvolga tutti”.
Papa Francesco si rivolge quindi ai ricercatori e al loro “prezioso” lavoro auspicando che “ricerca scientifica possa progredire per cercare sempre nuove soluzioni a problemi vecchi e nuovi”. Alle aziende farmaceutiche, il Santo Padre chiede di orientare la produzione in modo da concorrere con generosità “ad una più equa distribuzione dei farmaci” e ai farmacisti di “svolgere un servizio di cura in prossimità alle persone più bisognose”. Infine lancia un appello anche ai governanti, chiamandoli a costruire “attraverso le scelte legislative e finanziarie”, “un mondo più giusto, in cui i poveri non vengano abbandonati”.
“La recente esperienza della pandemia, oltre a una grande emergenza sanitaria in cui sono già morte quasi un milione di persone, si sta tramutando in una grave crisi economica, che genera ancora poveri e famiglie che non sanno come andare avanti”, ha detto il Papa. “Mentre si opera l’assistenza caritativa, si tratta di combattere anche questa povertà farmaceutica, in particolare con un’ampia diffusione nel mondo dei nuovi vaccini”.