PREGHIERA PER PADRE GIGI A DUE ANNI ESATTI DAL RAPIMENTO IN NIGER

Le due lampade davanti all'altare che indicano i due anni della prigionia di padre Gigi (nella foto con due giovani della sua missione africana)

Due anni fa, il 17 settembre 2018, veniva rapito in Niger padre Gigi Maccalli, missionario cremasco della SMA. Come ogni mese s’è pregato per lui con una veglia particolare. Si è svolta infatti per le vie della città, con arrivo di quattro cortei, partiti da quattro punti della città, in cattedrale per la preghiera finale. 

Il programma ha previsto alle ore 20.30 il ritrovo e la partenza da quattro luoghi simbolo nella vita quotidiana:

• Luogo del servizio/carità: il Centro Anffas presso le Villette. 

• Luogo della scuola/cultura: l’Istituto Sraffa (via Piacenza). 

• Luogo del lavoro: il Centro Longoni-Brico (via De Gasperi). 

• Luogo del tempo libero: dal ponte pedonale sul Serio (via IV Novembre). 

Alle ore 21 i quattro cortei sono arrivati alla cattedrale, ma non tutti i fedeli sono potuti entrare per via delle misure anti-Covid. Molti quindi sono rimasti in piazza Duomo, davanti all’episcopio, seguendo la preghiera solo via audio. Di fatto la veglia è stata seguita anche sul canale YouTube de Il Nuovo Torrazzo, raggiungibile anche tramite l’homepage dei siti www.diocesidicrema.it o www.ilnuovotorrazzo.it. La diretta audio, invece, sulla frequenza FM 87.800 di Radio Antenna 5.   

Mentre i cortei percorrevano le vie della città, pregando e meditando su brani proposti dal Centro Missionario, in cattedrale s’è pregato davanti all’Eucarestia solennemente esposta. 

All’arrivo dei cortei, l’Eucarestia è stata riposta, due grandi lampade accese (ciascuna indicava un anno di rapimento) sono state poste davanti all’altare ed è seguita la testimonianza missionaria di padre Antonio Porcellato, superiore generale della Sma. “La SMA  ha detto – ha sofferto altri due rapimenti, oltre a quello del missionario cremasco, ma che si sono risolti in breve tempo. Per padre Gigi invece ancora oggi diciamo con il salmo: Fino a quando Signore? Padre Gigi è il simbolo di un gran parte di umanità che soffre per il male e le ingiustizie di questo mondo.” E ha ricordato altri rapiti nella zona africana del Niger. Il video di 23 secondi del 24 aprile scorso in cui si vedeva padre Gigi ancora vivo e altri indizi fanno credere che sia in buona salute. Del resto i terroristi trattano con rispetto i rapiti perché sono merce preziosa. Anche se vivono una vita molto dura. “Per padre Gigi – ha concluso – certamente una grande forza è la preghiera. Sono colpito dalla fedeltà della vostra diocesi nel trovarsi ogni mese a pregare per lui. Prega anche il Papa. E tanti altri. E noi della Sma questa sera stiamo pregando in tutti gli angoli del mondo. Padre Gigi ci ricorda che la nostra vita è donata.”

È seguita la testimonianza della sorella di padre Gigi, Clementina che ha ricordato il fratello e il suo impegno a Bomoanga. Ha espresso speranza e ha ringraziato tutti.
Anche il vescovo Daniele ha preso la parola per ringraziare, tutti i presenti, compreso la sindaco Stefania Bonaldi che ha partecipato all’intera Veglia. Ha fatto poi riferimento al Vangelo del giorno: la peccatrice che unge i piedi di Gesù. Il Maestro dice al fariseo che ha mancato nei suoi confronti e la donna lo ha sostituito. Anche noi abbiamo molte mancanze: potevamo onorare Gesù e non lo abbiamo fatto. È toccato a padre Gigi supplire alle nostre mancanze. La benedizione ha concluso la preghiera. 

Prossima veglia (sempre nella speranza che non si celebri grazie alla liberazione del missionario) sarà il 17 ottobre, vigilia della giornata Missionaria e della beatificazione di padre Alfredo. 

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