CARAVAGGIO – 6° Incontro regionale dei preti anziani e ammalati con i Vescovi

Monsignor Delpini ascolta l'intervento finale di De Carli, presidente dell'Unitalsi

Il santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio ha ospitato, stamani, il sesto Incontro regionale dei sacerdoti anziani e ammalati, promosso dall’Unitalsi Lombarda. Una giornata di fraternità nella quale i preti incontrano i Vescovi della nostra regione, riuniti per la sessione della Conferenza Episcopale. Un appuntamento bello, significativo e ormai tradizionale, segnato quest’anno da tutti quei risvolti che l’emergenza Coronavirus comporta, a partire dalle norme di distanziamento.

L’incontro tra il clero ammalato e anziano e i vescovi lombardi è iniziato con l’accoglienza presso il Centro di Spiritualità, da cui s’è poi snondata la processione – recitando il Rosario – fino all’ingresso in santuario per la santa Messa presieduta da monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano e metropolita della Lombardia. Hanno concelebrato gli altri vescovi, tra cui il nostro monsignor Gianotti. Assente il vescovo Oscar Cantoni, rimasto a Como a seguito dell’uccisione di don Roberto Malgesini.

All’inizio della celebrazione monsignor Roberto Busti, vescovo emerito di Mantova e assistente regionale Unitalsi, ha letto il messaggio inviato da papa Francesco per l’occasione. Nel ringraziare quanti organizzano l’incontro regionale, il Santo Padre ha rilevato la fragilità dei sacerdoti anziani e malati, che però “nella preghiera, nell’ascolto e nella sofferenza svolgono un ruolo non secondario nella Chiesa”. A questi preti il Pontefice ha rivolto il suo “grazie per la fedeltà a Dio e alla Chiesa, perché siete memoria viva alla quale attingere per i futuri cammini ecclesiali”. E i volontari dell’Unitalsi, accompagnandoli a Caravaggio, esprimono a questi sacerdoti fragili “la gratitudine di tutto il popolo di Dio”.

Nell’anno del Covid, che ha obbligato a lunghe giornate d’isolamento, senza amici e con la paura del contagio, non manca di giungere un insegnamento, come ha sottolineato il Papa: “Questo periodo ci aiuti a capire che è necessario non sciupare il tempo che ci viene donato e che va riscoperta la bellezza di stare insieme. A Maria – ha concluso Francesco – raccomando ciascuno di voi: a Lei, Madre dei sacerdoti, affidiamo i confratelli deceduti e quanti stanno affrontando una difficile riabilitazione post Covid. Prego per voi, e voi pregate per me”.

Nell’omelia della Messa, monsignor Delpini ha osservato come spesso la vecchiaia e la malattia possono portare anche un prete a porsi delle domande intrise di negatività: ho corso per niente, ma cosa ho fatto, cosa resta? Sono solo un peso, perché il Signore mi lascia qui? “Un senso di tristezza – ha quindi detto l’arcivescovo di Milano – scende sulla spiritualità, sulla voglia di fare. Eppure, come la donna del Vangelo che piange quando Gesù entra nella sua casa, se pure tu sei ancora capace di commuoverti alla presenza del Signore, se provi un sentimento di compassione per i fratelli, sei una presenza preziosa davanti a Dio, che sempre ha stima di te”.

Con il loro esserci, con i loro consigli, con il saper magari accogliere una confessione improvvisata, i sacerdoti anziani e malati devono essere consapevoli che il Signore ha bisogno di loro, che ha stima di loro e si rallegra della loro presenza.

Nel proseguire la Messa, durante la preghiera dei fedeli si è pregato anche per il nostro padre Gigi Maccalli (a due anni esatti dal rapimento in Niger) e per il giovane prete assassinato martedì mattina a Como.

Al termine della celebrazione, prima della benedizione e della preghiera davanti alla Madonna, Vittore De Carli, presidente di Unitalsi Lombardia, ha ringraziato tutti i presenti e i Vescovi per la continua vicinanza, manifestata anche durante i difficili mesi del lockdown. “Oggi – ha sottolineato – qui a Caravaggio l’Unitalsi riparte, con coraggio: in ottobre avremo il pellegrinaggio a Loreto, poi a dicembre riprenderemo anche i viaggi a Lourdes”.