Scomparsa Sabrina Beccalli – Il Procuratore Pellicano spiega le prime ore di indagine e fa luce sulla distruzione dei resti

Il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Cremona, dott. Roberto Pellicano, è intervenuto oggi nella vicenda legata all’omicidio di Sabrina Beccalli, così si legge nel sottotitolo del Comunicato Stampa inviato dalla Procura, per fare chiarezza soprattutto sulla questione legata ai resti rinvenuti nell’auto e in parte distrutti prima che potessero essere completamente analizzati. Il Procuratore stigmatizza una certa informazione giornalistica ed alcune esternazioni di persone coinvolte nel procedimento che avrebbero potuto rischiare di fuorviare il giudizio sull’operato della magistratura cremonese.

“Questa autorità giudiziaria – scrive il dottor Pellicano – ha preso atto che l’informazione giornalistica degli ultimi giorni sulla vicenda di cui al sottotitolo, anche alimentata dalle opinioni di persone dalle quali a ragione della veste di parti del procedimento ci si potrebbe aspettare maggior cautela e riservatezza, si è concentrata quasi esclusivamente sul fatto della confusione tra ossa umane ed ossa canine, trasmettendo l’idea che l’indagine giudiziaria sia stata condotta con sciatteria e trascuratezza. È vero il contrario. La Procura della Repubblica è stata coinvolta telefonicamente dai Carabinieri soltanto il 17 agosto, con la informazione di un’auto in fiamme appartenente ad una donna che non era stata reperita, al cui interno era stati ritrovati i resti di un cane, come già attestato dal veterinario dell’ATS. Non vi è stato alcun Nulla Osta dell’autorità giudiziaria a smaltire in discarica come pure è stato detto da persone probabilmente interessate ad alimentare una inutile polemica (nulla osta peraltro non necessario)”.

Il Procuratore prosegue precisando come, per le ragioni sopra espresse, “La domanda del perché non sia stato inviato sul posto dall’AG un medico legale invece che un veterinario è perciò totalmente infondata, sotto il profilo cronologico e logico, essendosi quella parte del fatto svolta prima che fosse interpellata la Procura di Cremona e, quindi, in una fase pregiudiziaria. Né vi era alcun motivo di dubitare su quanto riportato telefonicamente al magistrato dai carabinieri e dall’ATS”.

Il dottor Pellicano si schiera al fianco delle Forze dell’Ordine richiamando come “l’insistenza giornalistica unicamente sull’episodio delle ossa” diventi ingenerosa “anche nei confronti delle Forze dell’Ordine intervenute in prima battuta per l’incendio di un’autovettura, in un momento in cui neppure erano a conoscenza della irreperibilità del proprietario dell’auto. I Carabinieri e questa Procura – conclude – hanno profuso nell’indagine ogni energia e sono stati in grado di condurre alla identificazione ed al fermo per indiziato di delitto nei confronti di una persona, di cui il Giudice ha confermato lo stato di custodia cautelare, a distanza di poco più di ventiquattr’ore dalla denuncia di scomparsa di Sabrina Beccalli”.