Monte Cremasco – Tari e investimenti: minoranze inascoltate

Minoranza – Monte Cremasco
Francesca Montana e Pier Carlo Leoni

Il 17 agosto scorso s’è svolto il Consiglio comunale avente all’ordine del giorno due importanti mozioni presentate dalla lista ViviAmonte. La prima riguardante la riduzione della Tari del 50% per attività commerciali e liberi professionisti costretti alla chiusura a causa della pandemia.
“Molti sono infatti i Comuni che stanno attivando procedure per venire incontro a chi è stato danneggiato dall’emergenza sanitaria. Dissentiamo dalle decisioni di questa maggioranza di voler elargire a pioggia, come annunciato dallo stesso sindaco in un volantino destinato ai muccesi, un ‘finto’ contributo a tutti i cittadini; destinare i fondi dell’emergenza, a ‘copertura’ di una diminuzione della Tari, la riteniamo solo una manovra per proteggere le casse comunali”, commentano i portavoce della minoranza Francesca Montana e Pier Carlo Leoni.
Per l’opposizione così facendo si andrebbero a premiare anche persone benestanti, “che a dire di questa maggioranza, non sono in regola con il pagamento della Tari”. Come si ricorderà, lo stesso sindaco Giuseppe Lupo Stanghellini ha scritto al premier Giuseppe Conte per risolvere la problematica inserendo in ‘bolletta’ l’importo.
“Siamo per aiuti e contributi agli utenti e alle attività che hanno avuto e che avranno un reale disagio dovuto all’emergenza”, concludono Montana e soci.
L’altra mozione, molto più complessa, è quella con cui ViviAmonte ha chiesto al Consiglio comunale di condividere con le opposizioni – tramite una commissione formata dai soli capigruppo – decisioni importanti relative agli investimenti futuri, in particolar modo in questo periodo, visto che diversi sono i contributi che stanno arrivando dal Governo. “Abbiamo anche chiesto di rafforzare il rapporto di collaborazione con tutte le realtà locali di carattere economico, produttivo e associativo, di snellire per quanto di competenza i processi amministrativi per poter dare risposte alle necessità dei cittadini”.
Le due mozioni non sono state approvate. “Ancora una volta è prevalso il senso di appartenenza a una maggioranza che ha i numeri per poter decidere come amministrare il paese non tenendo conto che le opposizioni rappresentano circa il 60% della popolazione. Il sindaco ha sottolineato che rare sono le realtà che hanno questo tipo di approccio con le opposizioni, motivo per cui l’amministrazione non si sente obbligata ad accettare la nostra proposta. La collaborazione con l’opposizione non sarebbe un sinonimo di debolezza, ma di un forte segno verso la cittadinanza che tra l’altro non sta certamente attraversando un periodo semplice; la nostra comunità ha bisogno di esempi positivi e di speranza”.