FUTURO DI FINALPIA – Centodestra: “Non è una questione solo del Pd: serve un confronto a tutto campo”

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In un documento condiviso – ed è già questa una notizia – le forze politiche cittadine di centrodestra prendono posizione in merito all’ex colonia di Finalpia, trasformata in Hotel del Golfo e oggi chiusa a seguito delle note vicende gestionali e giudiziarie. In calce all’intervento, le firme dei consiglieri di Forza Italia Antonio Agazzi, Simone Beretta e Laura Zanibelli, Andrea Agazzi e Tiziano Filipponi della Lega, Enrico Zucchi, Andrea Bergami e Sandro Di Martino del Polo Civico e Giovanni De Grazia, coordinatore del Circolo di Crema dei Fratelli d’Italia, insieme ad Agazzi a capo della cordata. 

“Sul tema continua il ‘rumoroso silenzio’ del sindaco Stefania Bonaldi – esordiscono le minoranze nello scritto –. Non una parola, in tutti questi mesi di ribalta mediatica, da parte sua, circa le prospettive della Fondazione Opera Pia Marina e Climatica Cremasca, piuttosto che del patrimonio della medesima”. I politici cremaschi ricordano che “ha parlato con un atto: emettendo un bando finalizzato alla semplice sostituzione, in seno al CdA della Fondazione, di un consigliere dimissionario”. In compenso, si è espresso pubblicamente il presidente della Fondazione, Pier Paolo Soffientini, con una netta presa di posizione “a favore dell’alienazione e quella che è parsa una contestuale bocciatura dell’ipotesi di fusione con Fondazione Benefattori Cremaschi”.

Una linea pressoché confermata dal consigliere regionale del Partito democratico Matteo Piloni. Per De Grazia, Agazzi e colleghi la Fondazione Opera Pia Marina e Climatica Cremasca, i suoi beni, la sua storia, rappresentano un patrimonio troppo importante per la città di Crema e per il territorio cremasco “perché non si avverta la sensibilità politica di aprire un confronto a tutto campo, tra le forze politiche e sociali, nonché in seno al Consiglio comunale cittadino”.  A loro giudizio delineare il futuro della Fondazione e del suo patrimonio non è questione risolvibile entro i confini di una maggioranza consiliare, piuttosto che tra le mura di una sede di partito, magari quello politicamente preminente nell’ambito del centrosinistra che governa la città”. La domanda è questa: “Perchè tra le varie ipotesi in campo, non dovrebbe meritare un serio approfondimento, circa la praticabilità formale, anche quella di addivenire a una fusione/integrazione tra Fondazione Finalpia e Fondazione Benefattori Cremaschi”? In fondo, si tratterebbe di aggiornare ulteriormente le finalità della Fondazione Opera Pia, rimanendo in ambito sociale e rafforzando l’impegno della nostra comunità a favore dell’assistenza agli anziani, tema sempre più centrale in una società in cui, crescendo l’aspettativa di vita, si è conseguentemente incrementata anche la necessità di cura”. La speranza degli scriventi è che il sindaco e la sua maggioranza consigliare attivino finalmente l’auspicato confronto a tutto campo, mettendo “sul tavolo” con trasparenza le proprie idee in merito.