Campo di Moira a Lesbo – In seguito a un incendio la struttura è stata parzialmente evacuata

Lesbo

“Non so cosa si muoverà in tutto questo inferno, ma la cosa sicura è che tre squadre di polizia in tenuta antisommossa e un aereo militare stanno per arrivare dalla città di Atene a Lesbo. Chiediamo fortemente all’Europa di assumersi la responsabilità di trasferire queste persone verso qualsiasi Paese. Siamo in trappola!”. A lanciare l’ennesimo grido di allarme sulla situazione nel campo di Moira a Lesbo, dopo l’incendio divampato in più punti, con migliaia di persone in fuga, è l’attivista per i diritti umani Nawal Soufi, catanese che da anni lotta per aiutare concretamente i migranti nel campo di Moira.
Il campo sull’isola greca è stato parzialmente evacuato. La struttura al momento accoglie 12.700 richiedenti asilo (quattro volte la sua capienza) ed è la più grande d’Europa. Giorni fa è stato accertato anche il primo caso di positività al Covid-19. L’Ue si è detta pronta a finanziare il trasferimento immediato e l’accoglienza di 400 minori non accompagnati, come ha scritto su Twitter la commissaria agli Affari interni Ue Ylva Johansson. Ma la soluzione parziale non trova d’accordo l’attivista.
“Questa volta basta ipocrisia – scrive su Facebook -. Basta con la cantilena di evacuare solo i minori non accompagnati, che, nella maggior parte dei casi, hanno un’età che va dai 14 anni ai 18 anni. Tutti gli esseri umani hanno pari dignità e i minori hanno sicuramente la priorità. Abbiamo bambini neonati e bambini piccolissimi in tutto il campo di Moria e devono essere portati verso la terraferma insieme alle loro famiglie, che non possono più proteggerli dal pericolo quotidiano, dentro un campo diventato un inferno. Smettiamola di lavarci la coscienza ogni volta trasferendo un centinaio di minori non accompagnati per calmare le acque e poi dopo si ricomincia come prima. Bisognerebbe usare i fondi per la recintazione di Moria in modo intelligente. Evacuiamo le 13.000 persone che hanno perso tutto”.