VIA MILANO E VIALE EUROPA – Altro che supermercati… Bonaldi e Fontana replicano alle accuse

Si sono spese molte parole – ma per chi è al governo “non sempre approfondite” – sulla realizzazione di alcune strutture di media vendita tra via Milano e viale Europa. “Meglio chiarire alcuni aspetti – ha dichiarato ieri il sindaco in sala dei Ricevimenti insieme all’assessore Cinzia Fontana –. Bollare questi interventi come cemetificazioni è fuori luogo. In città ci sono ‘ferite aperte’ che arrivano dal passato, aree dismesse che un amministratore che ha a cuore la propria città ha il dovere di recuperare”. 

Parti del territorio compromesse e in alcuni casi dismesse, classificate come Ambiti di Trasformazione dal Pgt del 2011, “su cui un approccio un po’ facilone ha voluto polemizzare. S’è voluto descrivere la nostra amministrazione come insensibile al verde e prona ai centri commerciali. Ci sentiamo di obiettare”. È stato omesso come si tratti “di trasformazioni urbanistiche che restituiranno alla città spazi per servizi e attrezzature d’interesse pubblico”, ha concluso Bonaldi. Spazio di seguito alle slide di Fontana. 

La quale ha chiarito che da questi piani di trasformazione il patrimonio della collettività si arricchirà di circa 35.000 mq di aree cedute al Comune o asservite a uso pubblico destinate a verde e parcheggi, cioè servizi e spazi fruibili da tutta la cittadinanza; di questi, 20.000 mq saranno destinati a parco urbano, “dando così una prima concreta attuazione a uno dei punti più qualificanti del Pgt della città: un importante corridoio ecologico che la attraversa, proprio grazie al potenziamento di ampi spazi di verde pubblico ricavati all’interno degli Ambiti di Trasformazione”. Fontana ha spiegato che a ciò va aggiunto la realizzazione del collegamento ciclabile sul lato nord di via Milano, la sistemazione della ciclopedonale su viale Europa, le risorse per la riqualificazione di San Carlo (270.000 euro) e per la costruzione della rotatoria di via Indipendenza in sostituzione dell’attuale semaforo. 

“È anche di questo che dobbiamo parlare se vogliamo entrare nel merito degli interventi nelle aree tra via Milano e viale Europa”, spiega l’assessore alla Pianificazione. “Gli Ambiti di Trasformazione del nostro Pgt, infatti, ricadono su aree come l’ex Fiat, ormai da parecchi anni in stato di abbandono e incuria totale, oltretutto già classificata come ‘commerciale’ nel precedente strumento urbanistico, che consentiva una superficie di vendita maggiore di quella ora in corso di realizzazione. 

Lo stesso vale per altre porzioni di territorio su cui insistono immobili dismessi, pericolosi e insalubri che necessitano di riqualificazione e, prima ancora, di pesanti interventi di bonifica; ex Bosch, ex Leuenberger, ex Ferriera, ex Everest, ex Milkana, solo per citarne alcuni”. “È ‘cementificare’ se i privati proprietari intervengono con un Piano di riqualificazione su queste aree?”, si chiede Fontana. “Quale sarebbe l’alternativa? Lasciare migliaia di metri cubi nello stato di degrado in cui si trovano? Sarebbe questa la salvaguardia dell’ambiente?”.

Diverso è il caso dell’intervento che si sta attuando nella zona “ortaglia” del quartiere San Carlo. “Si tratta dello spostamento di una parte di superficie edificabile che si sarebbe dovuta realizzare a ridosso del quartiere dislocandola invece nel triangolo tra via Milano e viale Europa. Una scelta, questa, che abbiamo assunto per garantire una distribuzione delle diverse funzioni residenziali e commerciali che fosse più rispondente alla situazione del comparto”. Il risultato di questo spostamento di area edificabile sarà un grande polmone verde di bosco urbano godibile e fruibile da tutti, ma anche il nuovo disegno del margine della città proprio in quella parte del territorio più soggetta a forti pressioni per la trasformazione delle aree.Per quanto riguarda la destinazione commerciale, l’assessore conferma la tendenza generale su tale destinazione, “individuata dal Pgt con un limite di superficie di vendita fino al 20% della massima realizzabile. Nei piani presentati, gli operatori privati utilizzano di fatto solo questa quota della superficie destinata a funzione commerciale – strutture di vendita tendenzialmente medio-piccole – e non sono interessati a insediare altro (residenziale, direzionale, ricettiva, ecc)”. Che dire, infine,  della politica del commercio che contingenti le attività economiche? 

“Del tutto illegittima – conclude –. Ciò su cui invece dobbiamo prestare la massima attenzione è verificare l’impatto viabilistico/acustico degli insediamenti e prevedere una dotazione minima di aree destinate a servizi pubblici: in tal caso il nostro Pgt parla di aree pari al 200% della superficie lorda di pavimento, il doppio degli obblighi regionali”.