REFERENDUM 20-21 SETTEMBRE – Sorto a Crema e nel Cremasco un Comitato interpartitico per un “no” convinto

S’è presentato alla stampa – ieri mattina – il Comitato interpartitico e sociale per il “no” al referendum del 20 e 21 settembre sul taglio dei parlamentari. Tutti i presenti hanno espresso un no convinto alla proposta, motivando la decisione. A coordinare gli interventi Simone Beretta (FI) che ha di fatto “fondato” il Comitato con Tiziano Guerini (Italia Viva). “Si tratta di una realtà senza presidente, un Comitato libero con un primo gruppo da venti persone; l’adesione  – aperta ad altri contributi nominativi – è individuale e non impegna i partiti e le associaizoni di appartenenza”, ha spiegato. 

“Il Comitato cremasco per il ‘no’ al referendum, con la sua composizione interpartitica e sociale, intende affermare che una vera riforma del Parlamento non dovrebbe rispondere a logiche di schieramento partitiche o ideologiche, ma dovrebbe essere il risultato di un’iniziativa politica organica e ampiamente condivisa. Esattamente ciò che la proposta referendaria per il ‘sì’ nega al presente e non garantisce per il futuro”, recita il primo breve comunicato. La prossima settimana dovrebbe già uscire un documento condiviso, con le diverse iniziative da mettere in campo. 

“Mi fa molto piacere constatare la varietà delle sensibilità e appartenenze politico-culturali presenti, che già la dice lunga rispetto al ‘no’ – ha esordito nella carrellata d’interventi il sindaco Stefania Bonaldi (Pd) –. Oggi come oggi il ‘no’ è un atto dovuto. Senza una legge elettorale, votare ‘sì’ sarebbe come firmare una cambiale in bianco”. Per Bonaldi il taglio dei parlamentari dovrebbe arrivare dopo una vera riforma e “non porterebbe a un reale risparmio. Il tema, piuttosto è la rappresentaza dei territori: il Cremasco, ad esempio, sparirebbe dal punto di vista della rappresentanza. L’aupicio è che tutti i partiti lascino libertà di coscienza”, ha aggiunto. “Manca un disegno compiuto della legge, questo taglio è un attacco al Parlamento, votare sì significa antiparlamentarismo puro. Oggi votare ‘sì’ è sciocco e sbagliato. Pr e Leu hanno votato per tre volte contro questa riforma, ora sono a favore per l’accordo di Governo con il M5s…”, gli ha fatto eco l’ex deputato Franco Bordo. Il quale ha annunciato un evento (con le voci del no) all’arci di San Bernardino per la sera dell’11 settembre. 

“I risparmi ottenuti in questo modo non miglioreranno per nulla l’efficienza della macchina parlamentare”, ha dichiarato invece Matteo Galletta di Azione. A giudizio di Antonio Agazzi (Forza Italia), “dagli Anni Novanta s’è imboccata una pericolosa deriva che non sappiamo dove ci porterà. Questo taglio dei parlamentari è una non-riforma, una bandierina politica del M5s. Questa non è democrazia, è un abbandonarla per il potere di pochi che significa oligarchia. Abbiamo il dovere di difendere il potere vero, quello dei cittadini e dei territori contro questi improvvisati legislatori”. Il forzista ha anche evidenziato come la Lombardia, vera locomotiva del Paese, con il ‘sì’ sarà la regione meno rappresentata al Senato dove perderà più seggi di tutti.

“C’è differenza tra le poltrone e i seggi – ha aggiunto Virginio Venturelli (Comunità Socialista Cremasca). L’approccio dovrebbe essere quello del ragionamento. Tagliando lo stipendio e i benefit dei parlamentari otterremmo lo stesso risparmio per il Paese. È risibile dire che si taglia per il risparmio, il discorso non regge. Invito i cittadini a distinguere tra i veri riformisti e chi pensa di avere la soluzione tagliando i seggi”. Sono seguiti i ‘no’ convinti e motivati di Linda Hazizaj (Italia Viva), Egidio Chiodo (idem) e dell’avv. Giorgio Lazar, che ha definito “truffaldina” questa riduzione dei parlamentari, peraltro con indebolimento delle commissioni parlamentari. Infine Ermete Aiello e Paola Orini: il primo ha ricordato – con Gaber – che “la libertà è partecipazione”, la seconda i danni provocati dal depotenziamento, ad esempio, delle Province. “Sono per la democrazia rappresentativa. No alla demagogia”, ha concluso. 

GLI ADERENTI A OGGI

Agazzi Antonio (capogruppo FI Crema), Aiello Ermete (avvocato), Alloni Agostino (Pd), Bergamaschi Fabio (assessore Crema), Beretta Simone (consigliere comunale FI Crema e provinciale), Bettinelli Enzo (architetto), Bonaldi Stefania (sindaco Crema), Bordo Franco (già parlamentare cremasco), Casorati Aldo (sindaco Casaletto Ceredano), Chiodo Egidio (Italia Viva), Coti Zelati Emanuele (consigliere comunale La Sinistra Crema), Galletta Matteo (Azione), Guerini Tiziano (Italia Viva), Hazizaj Linda (Italia Viva), Lazar Giorgio (avvocato), Orini Paola (dirigente scolastico), Palumbo Giovanni (commercialista), Scarpelli Angelo (sindaco Sergnano) Rossoni Gianni (sindaco Offanengo),Venturelli Virgilio (Comunità Socialista Cremasca), Zacchetti Arcangelo (pensionato).