CARITAS-PASTORALE GIOVANILE: chiusi i campi estivi 2020 a… Km zero

I campi estivi 2020, organizzati dalla Caritas diocesana con la Pastorale giovanile, si sono svolti a… Km zero. L’emergenza Coronavirus ha obbligato a sospendere le consolidate iniziative in Calabria e Albania, ma non ha impedito ad adolescenti e giovani di vivere una significativa esperienza di volontariato e di servizio all’interno della realtà caritativa cremasca e delle sue diverse strutture, maturando in tal modo anche il valore del senso civico.

“Quest’anno – riferisce Fabrizio Motta, referente del progetto per Caritas – abbiamo ideato Giovani on the road a Km zero, inserendo la proposta nel cammino di Summerlife, l’iniziativa estiva della Pastorale giovanile. Sono 17 i ragazzi, compresi tra i 15 e i 24 anni, che tra il 28 giugno e il 28 agosto hanno preso parte, insieme ai giovani del Servizio civile in Caritas, ai campi estivi qui sul nostro territorio: quattro i turni, della durata di due settimane ciascuno”.

Ogni gruppo ha iniziato il proprio turno con un breve incontro formativo, utile per conoscere gli ambiti in cui s’apprestava a inserirsi: Custodia del creato, dedicandosi ad attività come gli orti sociali o a lavori attinenti la pulizia di spazi verdi; Servizio al prossimo, coadiuvando nella distribuzione di pacchi alimentari e vestiti, o affiancando gli operatori nelle strutture di accoglienza; Cura dei luoghi, svolgendo piccole manutenzioni agli ambienti di ospitalità della Caritas, come la Casa d’accoglienza ‘Giovanni Paolo II’ di via Toffetti o in abitazioni dove alcune Caritas parrocchiali accolgono i richiedenti asilo. Il turno finiva con un momento di verifica e con il “passaggio del testimone” ai ragazzi delle due settimane seguenti.

Commenti positivi circa l’esperienza vissuta arrivano da tre giovani che abbiamo sentito: Manuel, Marco e Letizia. Tutti definiscono “positiva la possibilità di aver conosciuto più da vicino i diversi servizi della Caritas, ma anche le storie e il vissuto di persone che abbiamo sempre pensato solo come lontane da noi”: non solo i richiedenti asilo, ma pure ospiti delle strutture e persone del nostro territorio segnate da disagio e povertà.

Nel servizio presso gli orti sociali, nel confezionamento dei pacchi alimentari, nel riordino di un appartamento e nelle molteplici mansioni affrontate nessuno – anche se magari è partito un po’ titubante – ha incontrato problemi, ma ha vissuto un’esperienza forte che, sottolineano Manuel e Marco, “nell’incontro con gli altri ci ha insegnato come può essere la vita fuori da casa nostra e che c’è una parte di popolazione cremasca che vive nella precarietà”. Concetto ripreso anche da Letizia: “Sono stati giorni molto arricchenti, in cui sono uscita dal mio ‘comfort’. Questi campi estivi mi hanno insegnato il senso della solidarietà e cosa vuol dire aiutare le persone, anche semplicemente ascoltandole”.
Aiutare dà soddisfazione: “Siamo contenti – affermano in coro i tre ragazzi – di aver fatto quanto ci è stato proposto”.

Letizia è intervenuta pure in un Centro estivo parrocchiale, facendo “provare” ai bambini – attraverso una sorta di gioco-esperienza – come può essere tortuoso e drammatico il viaggio di un immigrato dall’Africa verso l’Europa.

In tutti i protagonisti di Giovani on the road a Km zero è maturata una nuova visione del disagio, del bisogno, della povertà… con un crescente desiderio di impegnarsi nel volontariato.

“Sono stati due mesi importanti e positivi – commenta infine Motta – dove i ragazzi, oltre a sperimentare concretamente le tipologie di intervento della Caritas, hanno saputo creare dei bei rapporti con gli operatori e i volontari, riflettendo insieme sulle povertà e difficoltà delle persone anche nel nostro territorio cremasco”.