DIOCESI – Il ricordo del vescovo Angelo Paravisi a 16 anni dalla scomparsa

I vescovi Lafranconi e Gianotti durante la celebrazione

Celebrata nel tardo pomeriggio di mercoledì 2 settembre, in Cattedrale, la santa Messa di commemorazione per monsignor Angelo Paravisi, nel 16° anniversario della scomparsa. La celebrazione è stata presieduta da monsignor Dante Lafranconi, vescovo emerito di Cremona, con il quale ha concelebrato il nostro vescovo Daniele. Presenti diversi sacerdoti e un buon numero di fedeli.

Il vescovo Angelo, bergamasco, ha guidato la nostra diocesi dal 1996 al 2004 e il suo ricordo è sempre vivo nella Chiesa cremasca e nella gente.

Nato a Colognola (BG) il 15 settembre 1930, don Angelo Paravisi è stato ordinato sacerdote il 30 maggio 1953. Ha svolto il suo ministero sacerdotale a Osio Sotto e a Seriate. Nominato vescovo da san Giovanni Paolo II il 4 giugno 1988, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 25 giugno successivo. Vescovo ausiliare di Bergamo, nel 1996 è stato nominato vescovo di Crema e vi ha fatto il suo ingresso il 6 ottobre, rimanendo alla guida della diocesi fino al 2004. Segnato dalla malattia, è scomparso il 2 settembre di quell’anno. Da allora, la Chiesa di Crema lo ricorda sempre con vivo affetto e riconoscenza.

Aprendo la Messa di mercoledì, il vescovo Daniele ha ringraziato monsignor Lafranconi per la presenza e ha ricordato la testimonianza e la fedeltà del vescovo Angelo, fedele fino alla fine, la cui bontà ha conquistato i cremaschi. Monsignor Gianotti ha poi sottolineato l’attesa per l’ordinazione sacerdotale di don Alessandro Vanelli (sarà sabato 5 settembre), invitando a pregare per lui: “Il vescovo Angelo – ha detto – aveva a cuore il seminario e le vocazioni. Lo spirito di donazione che lo ha distinto sia un esempio per Alessandro”.

Nell’omelia, monsignor Lafranconi ha richiamato vescovi e preti alla consapevolezza di essere ministri, ognuno con un proprio “stile” che, però, non deve mai dividere. “La Chiesa – ha osservato – è fatta di uomini, ma in essa opera lo Spirito Santo, la presenza stessa di Cristo: così la Chiesa cammina nel mondo, sempre accanto agli uomini nel tempo in cui vivono”. Da qui, richiamando l’omelia del vescovo Paravisi nella Messa Crismale del 1999, la raccomandazione – rivolta anche a don Alessandro – a essere presbiteri “per Gesù Cristo”, in quanto il sacerdozio ministeriale “è sacramentalmente unito a Lui”. In tutto ciò, il primo compito è quello dell’evangelizzazione: la gioia di aver assimiliato il Vangelo e di viverlo e testimoniarlo nella quotidianità, felici di essere discepoli del Signore. È questa, secondo il vescovo Dante, l’urgenza del nostro tempo: evangelizzare, certi che nessun gesto o parola di carità e misericordia andrà perduto. Un compito che spetta a ogni cristiano.