Intervista al sindaco Bonaldi – Situazione Covid-19: Crema pronta a ripartire!?

Crema
Foto di repertorio

Qual è la situazione del contagio da Coronavirus nel territorio? E in città? I dati Ats per il Cremasco riferiscono di 2.333 (a mercoledì scorso) positivi dal 21 febbraio scorso, principio della pandemia. Un numero che comprende ricoverati, chi è sottoposto a quarantena domiciliare e deceduti. I Comuni più colpiti sono Crema, Castelleone e Offanengo. Spazio oggi al sindaco Stefania Bonaldi che, dati alla mano, avanza alcune considerazioni.

Sindaco, dopo le vacanze, com’è la situazione della città per il contagio? Può fornirci dei dati aggiornati?

“La situazione nella nostra città è al momento sotto controllo. A oggi risultano ufficialmente colpiti 542 nostri concittadini, dei quali purtroppo 134 sono deceduti nel periodo più difficile, fra fine febbraio e maggio. Tutti gli altri risultano guariti, a eccezione di 6 persone, il cui contagio è recente. Quattro appartengono a un unico nucleo familiare, tutti in isolamento domiciliare, come il quinto contagiato, mentre il sesto è in una casa di cura”.

Il virus per ora ha ridotto la sua forza, ma più volte lei ha invitato i cremaschi a non abbassare la guardia…

“Abbiamo imparato in questi mesi che la realtà è una grande maestra e che la prudenza è una grande alleata. Le lezioni sono utili se le teniamo a mente, e noi lo facciamo. Abbiamo visto anche in queste settimane che il Covid è vivo e vegeto ed è ancora lui, lo stesso che in altri Paesi miete ancora moltissimi morti. Del resto, anche in Italia il numero dei contagi è risalito, complice il prevedibile rilassamento in coincidenza delle vacanze. Non dobbiamo demordere, finché non ci sarà il vaccino le armi che abbiamo sono quelle dei mesi scorsi. L’igiene frequente delle mani, il distanziamento sociale e le mascherine, da mettere sempre al chiuso. Dobbiamo imparare a convivere con queste regole e farle nostre, meglio un po’ di prudenza in più, che il rischio di contagi nelle nostre famiglie. Abbiamo già pagato il nostro prezzo, basta e avanza. Se ci facciamo mettere nel sacco due volte dallo stesso virus, non potremo più dar la colpa al fattore sorpresa”.

Cosa la preoccupa maggiormente per il prossimo futuro?

“I prossimi mesi saranno complessi su molti fronti, difficile fare programmi a medio termine, molto dipende proprio da come si attesterà la curva dei contagi e l’intensità degli stessi. Quello che posso dire è che non ci faremo cogliere di sorpresa. Guardo con un misto di ottimismo e di preoccupazione alla ripresa della scuola. Ci giochiamo molto con questa svolta, ma non possiamo rinunciare. La scuola è una parte decisiva del Paese, una sorta di metronomo della comunità. Certo sarà impegnativo discriminare fra i sintomi del Covid e quelli di una semplice sindrome da raffreddamento, comprendo l’apprensione di insegnanti, dirigenti e ovviamente delle famiglie, tanto più che ora sullo smart working si fa retromarcia; dunque anche i genitori si chiedono cosa accadrà se i propri figli si contageranno o se saranno in quarantena. Senza allarmismi, faremo quanto di meglio potremo, tutti insieme. Siamo impegnati anche nella programmazione dei nostri servizi, da quelli alla persona a quelli culturali, dobbiamo riuscire a coniugare la prossimità vera alle persone con il rispetto di tutte le cautele antiCovid. Occorrono creatività, elasticità e tenacia”.

Ci sono risvolti anche “interiori”?

“Il nostro modo di essere e sentire è stato messo a dura prova, ma abbiamo imparato che il mondo è più vasto di quanto immaginiamo o di come volevamo immaginarlo. Non è una conquista da poco. I mesi passati sono stati una potente fonte di stress per ciascuno di noi, complice anche la mutilazione nelle relazioni sociali, che ci ha consegnati a una condizione di innaturalità. Il Covid ci ha mostrato quanto siamo dipendenti gli uni dagli altri. Certo, ci sono state anche reazioni individualiste e antisociali, spesso ispirate da politicanti immaturi e irresponsabili, che giocano sulla pelle delle persone, tuttavia, come tutte le opportunità che nascono dai momenti di crisi, credo che questa sia stata e sia tuttora anche un’occasione per riscoprire il valore delle relazioni e della solidarietà”.

Crema è pronta a ripartire? Cosa ci dice delle scuole comunali?

“Le nostre scuole comunali, vale a dire i due asili nido (via Pesadori e via Braguti) e il ‘Montessori’, ripartono a pieno regime la prossima settimana. Da luglio le operatrici, coi partner della co-progettazione, le funzionarie comunali e la dirigente hanno studiato le linee guida via via approvate, dunque si è arrivati per tempo a ridefinire spazi e assetti organizzativi, con qualche intervento di potenziamento dell’organico, la definizione di gruppi fissi di bambini (chiamati ‘bolle’!), con l’educatrice di riferimento, la riconversione di alcuni spazi e percorsi interni, l’acquisto di presidi aggiuntivi per la prevenzione e la sicurezza, nonché specifici strumenti per la sanificazione giornaliera di luoghi, giochi e attrezzature. Siamo pronti, e questo grazie alla grande professionalità e alla capacità di adattamento delle nostre operatrici, che mi inorgoglisce e mi commuove, da sindaca, ma anche da cittadina, perché non scontata”.

E il resto della città?  

“Anche il resto della città mi pare pronto, tutti hanno fatto la loro parte, penso ai dirigenti scolastici e in generale al mondo della scuola, in fermento tutta estate per prepararsi all’appuntamento di settembre, pur con le apprensioni e le incertezze di cui sopra, con cui dovremo convivere per diversi mesi ancora. Ma alludo in generale un poco a tutti i servizi pubblici e privati. Consideriamo quei settori che hanno risentito moltissimo del lockdown, dal commercio al dettaglio a tante attività produttive, dal mondo dello sport alla cultura e alle palestre. L’estate è stata un banco di prova per la ripresa e nella nostra comunità sono prevalsi i comportamenti responsabili di tutti i gestori di servizi ed esercenti. Ho visto dedizione, intelligenza, prudenza e cura e questo mi rende fiduciosa”.

Tra i segnali di fiducia, dal punto di vista amministrativo, l’avvio del cantiere d’abbattimento dell’ex Ferriera, propedeutico al sottopasso. Per voi un’enorme soddisfazione…

“Confesso la felicità provata mercoledì scorso nel vedere arrivare i mezzi che abbatteranno l’ex Ferriera per liberare il tracciato su cui le Ferrovie realizzeranno il sottopasso di S. Maria. Ciò è frutto dell’accordo a tre stipulato con le Ferrovie e la Regione. Un’opera attesa da circa mezzo secolo, che finalmente vedrà la luce, risolvendo uno dei nodi viabilistici più critici del territorio, dando un forte impulso alla riqualificazione di tutta l’area nordest, una ferita aperta nel cuore della città. Davvero un’iniezione di fiducia ma, insieme a tanti altri nostri cantieri aperti – dall’edilizia scolastica all’efficientamento energetico, dalle manutenzioni stradali alle coperture del Sant’Agostino – anche un contributo concreto all’economia del territorio, in un momento certo non facile”.