Questa sera, in sala Pietro da Cemmo, Claudia Durastanti, finalista del premio Strega nel 2019

La Straniera

Questa sera si svolgerà l’ultimo incontro con gli scrittori organizzati durante il periodo estivo dalla Libreria Cremasca all’interno del Patto per la Lettura della città di Crema.
In Sala Pietro da Cemmo interverrà Claudia Durastanti, finalista del premio Strega nel 2019 con la La Straniera (La Nave di Teseo, 2019). Partendo dalle tematiche del romanzo, si analizzeranno anche le opere precedenti della scrittrice, in particolare del romanzo d’esordio, Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra (2010), recentemente ristampato sempre da La Nave di Teseo. Anche traduttrice e saggista, Claudia Durastanti ha affinato nel tempo una scrittura incisiva ed evocativa, arrivando a produrre fra le pagine più originali della letteratura italiana contemporanea.

La straniera

“La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato”. Come si racconta una vita se non esplorandone i luoghi simbolici e geografici, ricostruendo una mappa di sé e del mondo vissuto? Tra la Basilicata e Brooklyn, da Roma a Londra, dall’infanzia al futuro, il nuovo libro dell’autrice di Cleopatra va in prigione è un’avventura che unisce vecchie e nuove migrazioni. Figlia di due genitori sordi che al senso di isolamento oppongono un rapporto passionale e iroso, emigrata in un paesino lucano da New York ancora bambina per farvi ritorno periodicamente, la protagonista de La straniera vive un’infanzia febbrile, fragile eppure capace, come una pianta ostinata, di generare radici ovunque. La bambina divenuta adulta non smette di disegnare ancora nuove rotte migratorie: per studio, per emancipazione, per irrimediabile amore. Per intenzione o per destino, perlustra la memoria e ne asseconda gli smottamenti e le oscurità.
Non solo memoir, non solo romanzo, in questo libro dalla definizione mobile come un paesaggio e con un linguaggio così ampio da contenere la geografia e il tempo, Durastanti indaga il sentirsi sempre stranieri e ubiqui. La straniera è il racconto di un’educazione sentimentale contemporanea, disorientata da un passato magnetico e incontenibile, dalla cognizione della diversità fisica e di distinzioni sociali irriducibili, e dimostra che la storia di una famiglia, delle sue voci e delle sue traiettorie è, prima di tutto, una storia del corpo e delle parole, in cui, a un certo punto, misurare la distanza da casa diventa impossibile.