OSPEDALE MAGGIORE – “Zerocoda” poco usato e bollettini inutili. Servizi online: qualcosa non va…

Utenti in attesa davanti al Cup dell'Ospedale Maggiore di Crema

Una premessa: nessuno si aspettava che il ritorno alla “normalità” dopo l’emergenza Covid e con le attuali regole di contenimento da rispettare fosse facile come bere un bicchier d’acqua. Tutto comprensibile, con pazienza e attenzione che sono d’obbligo. Però… C’è qualcosa che non funziona come dovrebbe all’Ospedale Maggiore di Crema e che rende tortuoso e difficile l’accesso ai servizi da parte degli utenti, molti dei quali – anche se questo non dovrebbe succedere – perdono le staffe, dopo aver perso ore inutilmente.
Oltre alle segnalazioni che, sempre più numerose, giungono anche al nostro giornale, nei giorni scorsi siamo stati testimoni diretti di quello che, per non utilizzare termini più eclatanti, definiamo un “disguido”. Che, purtroppo, quotidianamente capita a tante persone.

Siamo in possesso di una prenotazione per una prestazione ambulatoriale. Allegato all’impegnativa c’è il modulo di pagamento: un doppio bollettino con codici QR code che dovrebbe consentire di saldare il conto o presso una tabaccheria-ricevitoria o in Posta. Nei giorni precedenti l’appuntamento tentiamo di pagare: prima dal tabaccaio e poi all’ufficio postale. In entrambi i casi l’operazione non riesce perché “la prenotazione non esiste”. Chiamiamo allora il Cup dell’Ospedale Maggiore e, dopo aver spiegato la situazione, ci viene fissato un appuntamento tramite il servizio “Zerocoda”: mezz’ora prima della visita ambulatoriale siamo invitati a recarci al Cup per il pagamento. Fatto il triage esterno, dove una gentile e paziente infermiera dà indicazioni e misura la febbre prima di far entrare, attendiamo la chiamata con il codice che ci è stato assegnato telefonicamente. Arrivato il nostro turno, allo sportello paghiamo il dovuto illustrando all’operatrice i problemi avuti in tabaccheria e in Posta. La risposta lascia attoniti: “Ah, questi bollettini non funzionano quasi mai…”. Allora perché allegarli alla prenotazione? È un problema tecnico? Andrebbe risolto, in modo che il cittadino utente possa comodamente pagare senza dover recarsi al Cup, evitando così di generare assembramento.

Fin qui il discorso dei bollettini inutilizzabili e tralasciando il fatto che, in settimana, dei quattro “punti blu” presenti in ospedale per i pagamenti ne funzionava solo uno…
Veniamo a “Zerocoda”, servizio che consente di accedere al Cup solo con l’appuntamento, come previsto dalle disposizioni antiCovid. È un obbligo, ma ancora pochi lo sanno. Abbiamo assistito in pochi minuti a decine di persone giunte al Cup per prenotare o ritirare referti senza l’appuntamento e che, quindi, sono state respinte e invitate a chiamare il servizio “Zerocoda”. Alcuni, spesso anziani o persone con difficoltà, arrivate anche da lontano.
È vero: “Zerocoda” è stato pubblicizzato attraverso i giornali, ma non tutti li leggono. Servirebbe una diffusione più capillare, anche negli studi dei medici di base che, rilasciando un’impegnativa, potrebbero fornire il volantino con le informazioni e ricordare di non recarsi al Cup senza appuntamento.

Ricordiamo che il servizio “Zerocoda” è attivo online (magari difficoltoso per un anziano solo…), oppure telefonando al numero 0373.280194 (spesso occupato). Si può anche prenotare tramite il Call Center Regionale (da fisso 800 638638, da cellulare 02 999599). Ci vuole pazienza, in ogni caso. Ma se il consiglio è quello di evitare l’accesso alle strutture ospedaliere e di utilizzare i servizi online, questi dovrebbero ben funzionare. Oggi, troppe volte, non è così!