Mario Piacentini e il jazz. Da Trescore Cremasco al mondo

Quasi cinquant’anni di attività musicale… a contatto con i più grandi musicisti del nostro Paese e del mondo. È Mario Piacentini, compositore e pianista italiano, in una parola “artista” del jazz, nato nell’agosto del 1957 a Trescore Cremasco, dove ancora risiede.
Ha iniziato lo studio del pianoforte all’età di otto anni, diplomandosi nel 1979 presso il Conservatorio di Musica “Nicolò Paganini” di Genova.
Tra i suoi insegnanti figurano Francesco Manenti, Anita Porrini – a sua volta allieva prediletta del grande Arturo Benedetti Michelangeli e di Alfred Cortot – e Lea Roussell.
Piacentini ha studiato composizione ai corsi di Dario Maggi e ai seminari di Gerard Grisey e Brian Ferneyhough, mentre la passione per il jazz è arrivata con Guido Manusardi e frequentando il corso di perfezionamento di Herbie Hancock al Mozarteum di Salisburgo.
Il curriculum si è completato con studi di organo, clarinetto, sax tenore, percussioni e alcuni corsi di Storia della Filosofia presso l’Università Cattolica di Milano.
La sua voglia di crescere non si è ancora arrestata, così come quella di trasmettere le sue
conoscenze alle giovani generazioni: da 40 anni insegna nelle scuole del paese natìo.

DICONO DI LUI

“Tra i musicisti italiani di jazz che possono essere paragonati agli ‘unsung heroes’ americani va annoverato senza dubbio Mario Piacentini, uno dei nostri migliori pianisti” (S. G. Biamonte).
“Mario Piacentini è uno dei più sensibili pianisti del jazz italiano” (Ernesto de Pascale). “Tocco, articolazione delle frasi e progressioni armoniche rivelano una superiore padronanza della tastiera” (Maurizio Franco).
“Il pianismo di Mario Piacentini brilla soprattutto per una qualità: l’intensa libertà interiore, il tentativo di uno scavo profondo dentro le note e più ancora dentro l’animo di chi suona e
di chi ascolta” (Roberto Parmeggiani).
Queste alcune delle “definizioni” date al nostro maestro dai più grandi esperti di questo genere musicale.

UNA BRILLANTE CARRIERA

Dal 1982 al 1988 Piacentini ha tenuto circa 200 concerti in collaborazione con prestigiosi jazzisti italiani e stranieri e nel 1989, durante una tournée in Spagna, ha registrato per Jazz entre amigos, programma cult della tv iberica degli anni Ottanta, e suonato all’VIII Festival Internacional Jazz di Salamanca.

Piacentini
Il jazzista di Trescore
con Herbie Hancock al Mozarteum Salisburgo nel lontano 1987

Dal 1988 al 1994 si è dedicato alla registrazione discografica, incidendo due lavori in trio (con Roberto Bonati e Anthony Moreno), un cd in quartetto (con l’aggiunta di Paul McCandless) e il cd per piano solo Igarclau, di cui Giorgio Gaslini ebbe a scrivere: “Finalmente un disco di un vero pianista”.
Il 3 gennaio 1997 ha effettuato negli studi della Rai in Roma un concerto per piano solo, trasmesso in diretta nazionale da Radio Tre Suite. Il jazzista trescorese è autore della colonna sonora del film Memoria (di Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto Fargion, regia di Ruggero Gabbai), lungometraggio selezionato al Festival del Cinema di Berlino 1997.
In occasione della presentazione del film al Parlamento Italiano, Piacentini è stato ricevuto, con il regista e gli autori, dai Presidenti delle Camere. Nello stesso anno, ha pubblicato un cd in trio con Piero Leveratto ed Eliot Zigmund (batterista del leggendario Bill Evans).
Questo lavoro, 12 in dodici, s’è imposto all’attenzione della critica nella classifica realizzata annualmente dalla più autorevole rivista italiana del settore, Musica Jazz.
Tanti altri i cd realizzati: nel 2002 in collaborazione con la Millennium Bug Orchestra, Oliver Nelson: composer & arranger, A Tribute; nel 2005 Ancora sogni, dedicato alla canzone italiana e realizzato con Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Marco Tonin alla batteria. È da classificare tra le dieci migliori produzioni discografiche dell’anno.
Il 2006 è l’anno della colonna sonora del film L’anticamera dell’inferno (sempre di Marcello Pezzetti e Liliana Picciotto con la regia di Ruggero Gabbai), il 2007 quello del cd Un altro Dicembre (ancora con Fioravanti e Tonin) in collaborazione col prestigioso sassofonista norvegese Tore Brunborg. Nel frattempo ha suonato e partecipato a incontri e rassegne in Italia e all’estero.

IN QUESTI ULTIMI ANNI

PiacentiniNel 2013, sempre in collaborazione con Marcello Pezzetti e Ruggero Gabbai, Piacentini realizza la colonna sonora del film-documentario The Longest Journey –The last days of the Jews of Rhodes selezionato al Jerusalem International festival. Nello stesso anno la Fondazione teatrale San Domenico di Crema gli ha affidato la “Prima” della stagione 2013-2014: realizzerà Néant, in sestetto con Gianluigi Trovesi, Arkady Shilkloper,Tor Yttredal, Roberto Bonati e Marco Tonin.
Con lo stesso gruppo parteciperà al MaiJazz 2014 di Stavanger in Norvegia. Questo concerto è stato selezionato da John Kelman, presente in sala, tra i 20 migliori concerti dell’anno per la rivista americana AllAboutJazz (John Kelman’s Best Live Shows of 2014 ).
Nel 2015, sempre col sestetto, parteciperà al festival internazionale “UnoJazz” Sanremo 2015 . Nel 2018 compone la colonna sonora del docufilm La razzia. Roma, 16 Ottobre 1943 (regia di Gabbai). Il docufilm, selezionato per la pre-apertura della Festa del Cinema di Roma 2018, è stato proiettato il 16 ottobre 2018 anche alla Camera dei Deputati. Piacentini è stato direttore artistico delle rassegne SanDomenicojazz, organizzate, appunto, dal Teatro San Domenico della nostra città.