Castelleone – Blue life, progetti di uguaglianza

Un momento d'attività in gruppo al Centro Estivo 'Blue life'

Certe storie sembrano cucite su misura dal destino addosso a persone con capacità straordinarie. È il caso dell’associazione Blue Life autismo e diritti Aps che dopo una lunga gestazione è nata lo scorso 22 febbraio, quando la pandemia ha bussato alle porte del mondo preparandosi a rivoluzionarlo. Mamme e papà dei ‘blu boy’ e delle ‘blu girl’ sono persone toste che non indietreggiano di un millimetro anche quando la bufera li fa vacillare. Solo loro, probabilmente, potevano vincere questa sfida per preparare un mondo migliore, non solo per i figli ma per tutti.
“Blue Life – spiega la presidente Serena Mallai – sorge per proporre progetti mirati che intervengano sul miglioramento della qualità della vita dell’individuo autistico, spaziando dall’ambito ricreativo a quello terapeutico; ma soprattutto sorge per rispondere a un bisogno che appartiene a ogni singola famiglia che vive l’autismo: poter essere indirizzata, supportata e tutelata nella pretesa dei diritti spettanti”. Spesso i nuclei familiari non conoscono neppure le agevolazioni basilari previste per i propri figli e Blue Life si pone come punto di riferimento e interlocutore presso enti e istituzioni.
“Vogliamo cambiare, ribaltare, rivoluzionare nel nostro piccolo il mondo: frantumare i muri di gomma su cui rimbalzano i diritti calpestati, le istanze ignorate ed erigere fondamenta di confronto costruttivo. A noi non interessa l’applicazione del concetto di ‘uguaglianza’, concetto che purtroppo non risponde alla necessità del singolo individuo; la nostra meta è il concetto di ‘equità’ ovvero il raggiungimento delle pari opportunità reali e la costruzione del progetto di vita individualizzato tramite un percorso di case management mirato”. Sono le mille tonalità del blu, quelle di cui parla la presidente; sfumature da proteggere, sfumature uniche assolutamente da non appiattire. “Non vogliamo più permettere che la vita dei nostri figli, seppur dura, difficile, costantemente alla ricerca di un equilibrio tra peculiarità e ordinarietà si colori di uno spento grigio di sofferenza, rassegnazione e isolamento – continua Mallai –. La nostra forza, speranza e immenso amore confluiscono nel nostro logo: un cuore blu, a rimarcare che l’autismo è un modo di essere, abbracciato dal simbolo dell’infinito; Infinito come l’amore che proviamo per questi nostri figli, infinito come il limite che ci poniamo per aiutarli a realizzarsi”.
Parole? No fatti. Azioni incisive portate avanti nonostante la pandemia che ha spiazzato l’associazione alla sua alba solo per poco. Giusto il tempo di ricordarsi quanto essenziale sia ‘pensare positivo’, racimolare le forze e partire per una nuova avventura. Quale? Quella di offrire a bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico l’opportunità di continuare a camminare e di riprendere quella socialità bruscamente interrotta, con il tangibile rischio di un regresso, dal lockdown. “Ai nostri figli è sottratto tutto ciò che li supporta: dalla scuola alle attività, dalla routine al sostegno educativo, dallo sport alle terapie. Le essenziali terapie, unica strada efficace per creare un ponte di comunicazione tra il mondo autistico e quello neurotipico. Ci ritroviamo in molte famiglie in un inferno in terra: i nostri figli vivono mesi di crisi, smarrimento, frequenti meltdown e regressioni tali da farci temere strascichi incolmabili che permangono nel post Covid. Noi siamo stanchi e abbattuti, ma siamo genitori abituati alle battaglie e nasce così l’idea di creare un Centro estivo ad hoc per i nostri bambini”.
Come fare? Le idee non mancano per quello che deve essere un progetto protetto all’interno dell’organizzazione di una iniziativa rodata che consenta ai bambini di ricominciare a interagire. “La nostra accorata istanza di uno spazio verde, all’aperto e protetto viene positivamente accolta dal direttivo del CRAL ASC di Cremona. Le istituzioni interpellate ci garantiscono il supporto richiesto e la cooperativa sociale e si parte grazie anche alla cooperativa Il Cerchio, alla musicoterapista Alessandra Losacco e a Marco Cerioli che ha disegnato il significativo logo dell’associazione”.
Il 22 parte per due settimane il Centro estivo Blue Life e guardando gli occhi dei propri figli mamme e papà capiscono di aver fatto centro. “È stato meraviglioso vederli di nuovo lavorare a tavolino, recuperare nozioni scolastiche, correre nel prato, giocare, fare il bagno in piscina, affrontare percorsi motori, ballare e cantare con la musicoterapista. È stato meraviglioso veder scomparire le ombre dai loro sguardi. Due settimane gratificanti per loro e per noi genitori. Un’iniezione di fiducia e speranza e la dimostrazione che un gruppo di persone che ci crede davvero può arrivare ovunque”.
Fiducia e speranza che portano Blue Life a pensare a nuove iniziative. In cantiere vi sono molti progetti finalizzati alla qualità della vita e all’acquisizione di autonomie. Già da ottobre prenderanno il via laboratori musicali, attività sportive in sinergia e tempo libero strutturato. Altre sfide che papà e mamme di ‘blu boy’ e ‘blu girl’ hanno lanciato non solo per i loro figli, ma per favorire uno step di crescita di tutta la comunità.