Agnadello – Nel 1979, grazie alla passione di due amici, nasceva il corpo bandistico del paese

Agnadello

Paese che vai, usanze che trovi recita un noto proverbio. Ed è proprio vero: abitudini, costumi differenti da una comunità all’altra. Tutte, o quasi, però, accomunate dalla musica. Perché, del resto, quale città non ha una ‘propria’ banda, più o meno longeva che sia?
In fin dei conti la musica è come lo sport: entrambi promuovono l’incontro e il dialogo tra generazioni differenti. Basti pensare alle folle presenti ai concerti: giovani e adulti, tutti insieme, a saltare e a cantare a squarciagola i brani dell’artista o della band preferita. La passione per la musica non conosce età.
E proprio tale interesse, quarantuno anni fa, ha guidato due amici agnadellesi a fondare il corpo bandistico del paese.

LA NASCITA

Correva l’anno 1979 quando la banda di Agnadello da semplice idea divenne realtà. Il merito lo si deve ad Antonio Raimondi Cominesi che espose il proprio progetto all’amico Gianbattista Falcetti e lo convinse a farne parte. Poi, come accade spesso in simili circostanze, il passaparola e le conoscenze han fatto il resto. Così ben presto, ai due promotori del gruppo si aggiunsero Santino Bargigia, Pietro Cazzulani, Franco Marinoni e Carlo Vanelli.
La passione per la musica li aveva spinti ad accettare la sfida, perché questo era. Nessuno di loro possedeva nozioni in tale campo. Ad attenderli, dunque, lunghi mesi di lezioni con il maestro Antonio Monti che, nonostante fosse già direttore di altre bande, decise di prendere parte anche lui al progetto agnadellese.
Nel frattempo che il gruppo di aspiranti bandisti prendeva confidenza con la musica e l’arrivo di risorse economiche (un prestito da Cassa Rurale e i proventi del primo Ferragosto agnadellese) permetteva l’acquisto dei primi strumenti. Ben presto la banda ebbe anche la sua prima sede, il seminterrato delle ex scuole secondarie di primo grado, locale concesso dall’amministrazione comunale di allora.
Con le festività di Natale giunse poi l’occasione della prima esibizione in pubblico. I neo musicisti eseguirono brani tipici del periodo per le vie del paese. I concittadini, all’udir le dolci melodie, furono meravigliati e non poterono far altro che applaudire ai propri concittadini impegnati a rendere ancora più magica l’atmosfera del paese. Nacque così la Banda di Agnadello.

LA PRIMA DIVISA E LE DIFFICOLTÀ

A meno di un anno dalla fondazione per il gruppo arrivarono le prime marce, le prime esibizioni ad Agnadello e nei paesi limitrofi. Forse proprio per presenziare a questi eventi si sentì la necessità di adottare una divisa, la prima della storia del corpo bandistico. Quindi per tutti i componenti giacca rossa con risvolti blu, camicia azzurra, cravatta, gilet e pantaloni blu con righe e riporti rossi e un capello blu bordato di rosso, con lo stemma in metallo dorato. Lo stendardo, invece, fu realizzato dalle premurose e generose suore Orsoline di Bergamo.
L’inizio degli anni Ottanta è stato per il corpo bandistico sia un momento piacevole all’insegna delle prime esperienze, sia complesso perchè caratterizzato da un ‘continuo’ cambio di maestri: all’abbandono di Antonio Monti per motivi di salute (1982) susseguì Beppe Brigatti (1983-1986), poi Roberto Ilari (1983-1986) e Adriano Donati.
La situazione peggiorò quando alcuni componenti decisero di lasciare la banda, tanto da rimanere solo in sei.
Eppure, nonostante il gruppo si fosse notevolmente ridotto, gli impegni presi precedentemente vennero rispettati grazie anche all’aiuto offerto dalle bande di Pandino, Vailate e Trescore Cremasco.

Agnadello

LA RINASCITA

Ben presto la banda si incrementò con l’arrivo di nuovi elementi, raggiungendo quota quindici partecipanti. Questo grazie alla tenacia e alla determinazione di Angelo Pertusi, ma soprattutto “dei pochi membri rimasti che, con un blitz alle scuole del paese, riuscirono a stimolare la curiosità degli studenti e fecero arrivare così i primi nuovi allievi”, come si ricorda tuttora.
Per festeggiare tale rinascita fu riattivata la scuola di musica e arrivò anche una nuova divisa: giacca bluette con bottoni in metallo color argento, pantaloni blu scuro, camicia bianca e cravatta a righe bluette.
Sono anni in cui il repertorio viene ampliato e modificato, sotto la guida del maestro Pozzi. Non solo tradizionali brani di musica classica, ma anche di swing e di jazz, oltre che colonne sonore. E di film la banda di Agnadello ne sa qualcosa. Nel 2005, infatti, partecipa alla riprese di alcune scene del film La febbre, commedia con Fabio Volo e la cui colonna sonora è la nota canzone Mentre tutto scorre dei Negramaro, girate nella città di Cremona.

E ora…

“Solo pochi anni or sono tutto sembrava si dovesse concludere, la bella favola sembrava essere ormai all’epilogo… invece no: siamo ancora qui sempre più numerosi e convinti di portare avanti quello che nel lontano 1979 sembrava solo un folle ambizioso progetto”, si ricorda.
A oggi la banda ha in attivo ben oltre trenta componenti e una dozzina di allievi che arde dalla voglia di prendere parte a questa piccola e vivace realtà.
Di seguito la formazione, diretta dal maestro Angelo Pertusi: Greta Sudati, Marco Pesenti, Nicole Polia, Lucrezia Taglietti e Swami Cattaneo per flauti traverso; Paola Pertusi, Margherita Polgati, Giada Marin, Matilde Colombo, Matteo Ferrari, Lucrezia Manzoni,Amedeo Marazzi, Gloria Gandini, Miriam Segale e Fabio Ferri per clarinetti; Carlo Segale, Francesca Bolzoni, Nicoletta Colombo e Pietro Cazzulani per sax alto; Mattia Rossetti e Angelo Pertusi per sax tenore; Mario Beneggi, Ludwing Degenhardt, Enrico Antolini, Carlo Rossetti, Domenico Donesana e Riccardo Nova per tromba; Marco Sudati, Luca Carelli e Maurizio Menclossi per euphonio; Renato Bolzoni e Brian Torri a basso a tuba; Diego Palmas e Stefano Denti Tarzia alle percussioni.
In quarantuno anni di storia il corpo bandistico di Agnadello ha alle spalle numerose performance, come il concerto nella chiesa di San Bernardino nel 1999, che ha visto anche la partecipazione del soprano Olatz Gorrotxagegi, del tenore Domenico Donesana e il baritono Caccian Zaha. Numerose le apparizioni durante le ricorrenze civili e religiose, non solo del paese, ma anche di tutto il Cremasco.
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